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San Francesco, una Legenda Maior per narrare la sua vita miracolosa

Nella ricorrenza del Santo Patrono d’Italia ricordiamo la figura di San Francesco d’Assisi uno dei santi più popolari e più amati in tutto il mondo. Nato ad Assisi intorno al 1181 da una famiglia benestante scoprirà il messaggio di Cristo dopo una giovinezza di dissipazioni e deciderà di rinunciare ai beni materiali, intento che sarà manifesto spogliandosi delle sue vesti davanti al Vescovo e a molte persone.  Francesco D’Assisi morirà il 4 ottobre del 1226 a quarantaquattro anni, sarà Papa Gregorio IX che ne decreterà la canonizzazione appena due anni dopo, il 16 luglio del 1228. Lo stesso pontefice chiederà a Tommaso da Celano, confratello di Francesco di scrivere la biografia del santo e nasceranno così “La Vita prima”, poi in seguito nel 1247 “Vita secunda” e intorno al 1253 il “Tractatus de miracoli”, ma questa trilogia avrà vita breve.

Nel 1260 in occasione del Capitolo Generale che si era riunito a Narbonne, il Ministro Generale dell’Ordine, Bonaventura da Bagnoregio, dotto teologo dell’Università di Parigi si assume l’incarico di comporre una nuova biografia francescana e darà vita alla “Legenda maior” che insieme alla “Legenda minor”, compendio per uso corale, saranno approvate dal Capitolo generale di Pisa nel 1263. Non è tutto. Nel 1226 il Capitolo Generale di Parigi sancirà la distruzione di ogni altro scritto precedente su San Francesco e quelli di Bonaventura diventeranno i testi agiografici e liturgici francescani canonici.

La Legenda di Bonaventura avrà così una grandissima diffusione, gli stessi affreschi della Basilica Superiore di Assisi riportavano nelle didascalie parole tratte dalla Legenda. Per il Capitolo Generale del 1263 Bonaventura aveva fatto realizzare e distribuire ai Ministri provinciali dell’Ordine circa trentaquattro esemplari della Vita beati Francisci che servivano anche da modello per le copie, che ogni convento doveva possedere.

Il testo doveva essere copiato dagli amanuensi con la massima cura e controllato dai frati, i codici presentavano una grande uniformità nelle rubriche e nella divisione in capitoli a paragrafi. Il successore di Bonaventura, Girolamo di Ascoli, divenuto pontefice con il nome di Nicolò IV, primo papa francescano, indicò al Capitolo Generale del 1276 tre episodi di cui era venuto a conoscenza da inserire nella Legenda maior: una visione notturna di Papa Innocenzo III prima dell’approvazione della regola e due guarigioni miracolose, quella di un cieco e di un novizio uscito di senno, quest’ultima si ritrova nel manoscritto Vittorio Emanuele 411 conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e riprodotto in edizione facsimile  il più bello tra gli oltre cento noti della Legenda maior sancti Francisci.

 

 

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