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Il facsimile del Messale di San Domenico in mostra permanente al Museo di S. Marco

Come annunciato nei giorni scorsi, l’emittente televisiva RTV38 ha voluto dedicare un servizio all’edizione in facsimile del “Messale di San Domenico” da noi realizzata e conservata in maniera permanente in una teca all’interno della Biblioteca di S. Marco insieme agli antichi codici che ne componevano il patrimonio librario. Intervistata dalla giornalista Patrizia Menghini, la D.ssa Marilena Tamassia direttrice del Museo di San Marco ha spiegato le ragioni di questa scelta che come editori non può che essere motivo di grande orgoglio.

Abbiamo scelto di esporre il facsimile – ha precisato la D.ssa Marilena Tamassia – di questo importantissimo codice miniato dal Beato Angelico probabilmente al convento di San Domenico dove aveva preso i voti, per noi è il manoscritto del Beato Angelico più prezioso che abbiamo al museo. E’ delicatissimo e per motivi conservativi non potevamo esporlo al pubblico ma per non privare il pubblico del piacere di vedere esposti i capolavori miniati dal Beato Angelico con tanta maestria e abilità abbiamo scelto di esporre il facsimile insieme agli originali che componevano la biblioteca di San Marco“.

Il codice 558 del Museo di San Marco riprodotto in edizione facsimilare raccoglie i testi da cantare durante la messa nelle feste dei santi e contiene una splendida decorazione miniata. La storia del manoscritto è percorribile a ritroso solo fino alla metà dell’Ottocento quando arrivò al Museo di San Marco, costituito nel 1869, dalla Biblioteca Nazionale dove era approvato con la Biblioteca Palatina.

Il codice contiene trenta iniziali grandi miniate con figure e scene e fregio che si allunga nei margini, tre iniziali miniate solo con una decorazione fogliata e molte iniziali tracciate a inchiostro blu o rosso con sottile decorazione a filigrana in colore contrastante. La decorazione miniata è ricca ed elegante, l’apparato ornamentale delle iniziali è complementare alla scena o alle singole figure che supporta, l’iniziale costituisce la cornice naturale della storia che vi è dentro raffigurata, da percepire come una visione da cogliere affacciandosi dentro l’iniziale, il cui fondo è riquadrato da un listello giallo chiaro, sfumato per dare profondità prospettica. Il rapporto tra la lettera e la scena che contiene è ancora vitale, come nella tradizione gotica e lo si coglie nella relazione che unisce le piccole figure posizionate nei tralci e quelle nel fondo dell’iniziale, ma è vissuto con una grande libertà compositiva dall’autore che gioca con le forme e gli spazi e si fa autentico precursore della rivoluzione rinascimentale nella storia della miniatura.

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