Home / Bibliofili / L’oro di Dio, omaggio a Giotto e ai maestri della pittura italiana tra XIII e XV secolo

L’oro di Dio, omaggio a Giotto e ai maestri della pittura italiana tra XIII e XV secolo

Oro di Dio - Giotto

Credette Cimabue ne la pittura / Tener lo campo, e ora ha Giotto il grido /Sì che la fama di colui è scura . Sono le parole di Dante, suo stretto contemporaneo che nell’XI canto del Purgatorio afferma la superiorità di Giotto sul maestro, una fortuna artistica riconosciuta in vita anche da altri come Petrarca che lo definì “ nostri aevi princeps”,  il maggiore della sua epoca, un privilegio riconosciuto a pochi altri artisti.

Quest’anno  ricorrono  i 750 anni dalla nascita di Giotto di Bondone avvenuta nel 1267  a Colle di  Vespignano, in Mugello,  da una famiglia di contadini che si erano trasferiti a Firenze e secondo la tradizione letteraria venne affidato alla bottega di Cimabue. Alla leggendaria bravura giovanile fece seguito l’apertura di una propria bottega dove, circondato da allievi, si occupava di progettare opere e di impostare le composizioni più importanti.

Secondo alcuni studiosi la prima tavola dipinta da Giotto in ordine cronologico sarebbe la Madonna col Bambino di San Giorgio alla Costa che mostra una solida resa nella volumetria dei personaggi, mentre il trono suggerisce il senso della profondità. Un linguaggio completamente nuovo se messo a confronto con i fiorentini che lo avevano preceduto come Coppo di Marcovaldo e Cimabue. E’ questo il filo del racconto dell’opera editoriale Oro di Dio che dedica tutta la sua prima parte a Giotto con i  suoi lavori più importanti come  il Crocifisso dipinto per i domenicani di S. Maria Novella, la Madonna di Ognissanti,  tavola cuspidata commissionata dai frati per la Basilica di Ognissanti, oggi agli Uffizi, il Polittico Stefaneschi, un trittico voluto dal cardinale Jacopo Caetani Stefaneschi, nipote di Bonifacio VIII, per abbellire l’altare maggiore della Basilica di San Pietro a Roma, oggi ai Musei Vaticani.

Tutte opere messe a confronto con quelle di coloro che lo precedettero artisticamente come Duccio da Buoninsegna, Cimabue, Coppo di Marcovaldo, con i loro Crocifissi e Maestà grandi capolavori del Due e Trecento in cui l’oro è l’assoluto protagonista.

Di lui Giovanni Villani scrisse “ il più sovrano maestro stato in dipintura che si trovasse al suo tempo, e quegli che più trasse ogni figura e atti al naturale” mentre per Cennino Cennini “ Rimutò l’arte di greco in latino e ridusse al moderno”, in allusione al superamento degli schemi bizantini e all’apertura di una rappresentazione che avrebbe anticipato i valori dell’Umanesimo e del Rinascimento, con il senso dello spazio, del volume e l’attenzione al colore.

Giotto sarà colui che darà inizio a quel processo di laicizzazione in pittura e a conferire una caratterizzazione psicologica alle sue figure, inizio di un insieme di valori che in pittura daranno con Masaccio l’avvio al Rinascimento.

 

Caratteristiche  del volume L’Oro di Dio

Saggio introduttivo del Prof. Franco Cardini

Volume di 352 pagine formato cm 26×38, stampa con retino stocastico e applicazione di oro a caldo.

Legatura artigianale in legno okumè e pelle, ispirata a preziosi codici medievali e coperta con impressioni in oro.

Cofanetto in plexiglas. Tiratura limitata di 500 esemplari numerati

http://www.firenze1903.it/creazioni/loro-di-dio/

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *