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Al Santa Maria della Scala lo splendore di Ambrogio Lorenzetti

Sarà inaugurata il 20 ottobre a Santa Maria della Scala, Siena, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la  mostra dedicata ad Ambrogio Lorenzetti a cura di Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel, autori anche di un  corposo volume che accompagna l’esposizione. Promossa e finanziata dal Comune di Siena, la mostra  si avvale  dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica  e del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Toscana e  si preannuncia come l’evento espositivo  più importante del 2017 .

La mostra rappresenta il culmine di un progetto avviato nel 2015 con l’iniziativa Dentro il restauro e mirato ad una profonda conoscenza dell’attività dell’artista, ad una migliore conservazione delle sue opere e a favorirne l’avvicinamento da parte del pubblico. Con Dentro il restauro, realizzato grazie al contributo del MiBACT per Siena Capitale Italiana della Cultura 2015, sono state trasferite al Santa Maria della Scala alcune importanti opere dell’artista che necessitavano di indagini conoscitive, di interventi conservativi e di veri e propri restauri:  il ciclo di affreschi staccati della chiesa di san Galgano a Montesiepi e il polittico della chiesa di San Pietro in Castelvecchio a Siena ,nell’occasione più correttamente ricomposto e riunito con l’originaria cimasa raffigurante il Redentore benedicente, sono stati allestiti in un cantiere di restauro ‘aperto’, fruibile dalla cittadinanza e dai turisti. I restauri sono proseguiti con l’apertura di altri due cantieri, il primo nella chiesa di San Francesco, volto al recupero degli affreschi dell’antica sala capitolare dei frati francescani senesi e l’altro nella chiesa di Sant’Agostino, nel cui capitolo Ambrogio Lorenzetti dipinse un ciclo di storie di Santa Caterina e gli articoli del Credo.

In mostra e nel catalogo torneranno così a vivere idealmente i cicli di affreschi del capitolo e del chiostro della chiesa francescana senese, che tra l’altro contenevano la prima rappresentazione di una tempesta nella storia della pittura occidentale ,nella quale spiccava la “grandine folta in su e’ palvesi”, come ebbe a  scrivere il  Ghiberti; il ciclo di dipinti della chiesa agostiniana senese, modello esemplare ancora nel primo Quattrocento, quando si approntò l’armadio delle reliquie della cattedrale; quello della cappella di San Galgano a Montesiepi, a tal punto fuori dai canoni della consolidata iconografia sacra che i committenti pretesero delle sostanziali modifiche a pochi anni dalla loro conclusione.  In mostra anche una  serie di dipinti che formava un insieme davvero unico, privo di paralleli in tutta Europa: la serie delle pale d’altare dei Santi patroni allestite nella cattedrale di Siena tra il 1330 e il 1350 circa e commissionate a Simone Martini, a Bartolomeo Bulgarini, a Pietro e ad Ambrogio Lorenzetti.

Ambrogio Lorenzetti, nonostante sia considerato uno degli artisti più importanti dell’Europa trecentesca è ancora poco conosciuto al pubblico per quel che riguarda  la sua grande produzione artistica. Gli studi, spesso di livello altissimo , si sono concentrati,  infatti, quasi esclusivamente sui suoi affreschi del Palazzo Pubblico di Siena, le allegorie e gli effetti del buono e del cattivo governo sulla città e il suo contado, manifesti cruciali dell’etica politica delle città-stato italiane nella tarda età comunale e in specie del governo senese dei Nove. Ma la densità concettuale di questo insieme di affreschi hanno messo in ombra il resto delle sue opere pittoriche.

Si pensi che su Ambrogio Lorenzetti non esiste nemmeno una moderna e affidabile monografia scientifica. La mostra, preceduta da un’intensa attività di ricerca e dalle importanti campagne di restauro, rappresenta dunque l’occasione per provare a ricostruire la sua imponente attività. Una tale iniziativa è possibile soltanto nella città di Siena, che conserva all’incirca il settanta per cento delle opere oggi conosciute del pittore. Ma la mostra grazie a una serie di richieste di prestito molto mirate ,saranno esposte tra le altre opere provenienti dal Louvre, dal National Gallery, dalla Galleria degli Uffizi, dai Musei Vaticani, dallo Städel Museum di Francoforte, dalla Yale University Art Gallery,   ambisce a reintegrare pressoché interamente la vicenda artistica di Ambrogio Lorenzetti, facendo nuovamente convergere a Siena dei dipinti che in larghissima parte furono prodotti proprio per cittadini senesi e per chiese della città.

La foto riproduce la “Maestà” ( 1335-1337)  di Ambrogio Lorenzetti conservato nel Museo di Arte Sacra di Massa Marittima, opera selezionata per la realizzazione  del volume l’Oro di Dio che dedica tre tavole a questo importante artista italiano e due al fratello  Pietro Lorenzetti.

L’oro di Dio

 

 

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