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Michelangelo. I disegni più belli in mostra a Bologna

“Bologna. Il ritorno di Michelangelo” è il titolo della mostra che si inaugura oggi a Bologna nella Sala Museale del Barracano in Via Santo Stefano 119 organizzata dall’Associazione Il Pozzo delle idee con la nostra collaborazione. Un itinerario lungo l’opera grafica del grande genio di tutti i tempi attraverso  l’edizione in facsimile di “Michelangelo I disegni più belli”che per la prima volta viene esposta al pubblico. Una raccolta di 48 esemplari selezionati e studiati dalla storica dell’arte Cristina Casoli che ne ha curato il volume di commentario che accompagna l’edizione in tiratura limitata di soli 199 esemplari. Qui di seguito vi proponiamo una sintesi della presentazione al suo lavoro.

Michelangelo, nonostante le dispersioni, le alienazioni, le distruzioni  ci ha consegnato un patrimonio grafico inestimabile. Ciò che rimane è un’opera esemplare di un disegnatore, forse unico, nella quale emerge una peculiare idea di disegno inteso non solo come momento di studio, allenamento, pratica e didattica, ma anche di massima libertà creativa. «Pittura, scultura ed architettura – affermò in vita – culminano nel disegno. Questa è la fonte primaria e l’anima di tutte le maniere di pittura e la radice di tutte le scienze», e non a caso tutta la sua opera, sia dipinta che scolpita, aveva come comune principio il procedimento grafico. Anzi, possiamo affermare a buon diritto che la familiarità di Michelangelo con la carta non fu minore della sua dimestichezza con il marmo.

Egli, nel corso di una lunghissima carriera, si è confrontato con quasi tutti i temi e i soggetti dell’arte: dall’antico all’architettura, dal mito al sacro, dallo studio sul particolare alle composizioni più articolate e complesse; fra tutte queste tematiche, una in particolare assume una rilevanza eccezionale, il disegno di figura, nel quale si applicò con una sedulità, una minuzia e un accanimento senza eguali. A opere di ampio respiro, anche nelle dimensioni, accompagnò fogli più minuti, intimi e privati, ma in tutti è ancora oggi leggibile la complessità delle sue idee compositive e iconografiche, il travaglio creativo, la dedizione assoluta al procedimento eletto come momento principe di qualsiasi produzione artistica. Ne restano testimonianza i quarantotto capolavori selezionati dal vastissimo corpus grafico michelangiolesco, dai primi fogli agli studi più tardi nei quali si coglie il graduale passaggio dall’uso della penna, con il cosiddetto crosshatching che accentua la saldezza volumetrica del panneggio e conferisce altissima qualità scultorea alle forme, alla predilezione per le pietre naturali particolarmente adatte alla definizione dei corpi in movimento e degli effetti plastico-luministici.

I disegni scelti sono stati ordinati lungo un arco cronologico che copre idealmente l’intera biografia dell’artista, dal 1490-1492 con gli studi giovanili tratti dai fondamentali dell’arte toscana,Giotto e Masaccio in primo luogo, al 1555 circa, quando quasi novantenne si dedicò alle ultime strazianti prove incentrate sulla Passione di Cristo. Proprio la vicenda biografica è intesa come valida ossatura per il nostro percorso che mediante i disegni selezionati si propone di indagare nell’intimo i maggiori capolavori pittorici, scultorei e architettonici del Maestro toscano, dai più noti e celebrati a quelli meno conosciuti o rimasti solo un’idea su carta, dai fogli di lavoro ai cosiddetti presentation drawings, i “disegni di presentazione”, spesso oggetto di dono ad amici e conoscenti ,Tommaso de’ Cavalieri, Antonio Mini, Gherardo Perini, Vittoria Colonna.

Tra i disegni selezionati dalle principali collezioni pubbliche e private d’Europa, dal British Museum di Londra, al Louvre di Parigi, dall’Albertina di Vienna al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, senza tralasciare le collezioni extra europee come New York e Boston, una parte fondamentale è riservata al fondo di Casa Buonarroti, ancora oggi sede di un patrimonio grafico inestimabile ma che in origine era assai più ricco e consistente. Anzi, per un disegno michelangiolesco – come aveva giustamente sostenuto Luciano Berti – la provenienza da Casa Buonarroti è già di per sé “un’ottima garanzia, per ovvie ragioni, e se non comporta proprio l’autografia (poiché c’erano i suoi scolari) dovrebbe escludere il falso, o una completa estraneità del copista” (1985).

 La mostra che proseguirà fino a domenica 20 novembre e con ingresso libero avrà i seguenti orari dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18,30.

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