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Maria Mater Misericordiae nell’opera del “Monarca della pittura”

Tra i tanti titoli che vengono attribuiti a Maria, la Madonna della Mercede o Madonna della Misericordia è un appellativo che fa riferimento alla sua protezione, sotto il suo mantello infatti l’umanità intera trova riparo, oltre a divenire un modello iconografico che molta fortuna ha avuto nella storia dell’arte. Tra i capolavori di questo genere è senza dubbio il maestoso polittico con al centro “La Madonna della Misericordia”, prima opera documentata di Piero della Francesca e a lui commissionata nel 1445 dalla Confraternita di Santa Maria della Misericordia di Borgo San Sepolcro, città natale, per la Chiesa della Misericordia. Un lavoro impegnativo che venne realizzato nel corso di quindici anni, anche se nel contratto era stato specificato che il maestro avrebbe dovuto consegnarlo entro tre anni e senza alcun aiuto da parte di collaboratori.

Suddiviso in ventitré scomparti, l’opera che oggi è conservata al Museo Civico di Sansepolcro, ha il suo fulcro nell’ immagine centrale della Madonna che apre il mantello, che come vuole la tradizione medievale, da protezione a coloro che la venerano. Sotto il manto misericordioso trovano riparo quattro uomini a sinistra tra cui un confratello incappucciato e l’artista stesso con il volto rivolto verso la Vergine e quattro nobildonne sulla destra. Nonostante il tradizionale fondo oro, Piero della Francesca riesce a creare un insieme dai connotati moderni e dove prevale l’impianto geometrico, caro all’artista, reso plastico dalla volumetria e dalla solidità delle figure che richiamo la lezione di Masaccio.

Ai lati della tavola in cui è raffigurata la Madonna si trovano  i due pannelli raffiguranti da un lato San Sebastiano e San Giovanni Battista, dall’altro San Bernardino da Siena e San Giovanni Evangelista, le prime due figure, in particolare, sembrano stagliarsi  in maniera netta nel loro assetto plastico di derivazione donatelliana . L’opera è stata selezionata per l’edizione di pregio Oro di Dio”, con testo introduttivo del Prof. Franco Cardini, dedicata ai capolavori della pittura  italiana tra Medioevo e Rinascimento che in assoluto seppero celebrare il divino  attraverso l’arte sacra.

 

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