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Nello scrigno di tesori della Pieve di Sant’Agata e del Museo d’Arte Sacra , “Sotto il cielo di Giotto”

Proseguiamo  il nostro itinerario nel Mugello “Sotto il cielo di Giottocon la  tappa che prevede la visita alla Pieve di Sant’Agata e al Museo d’Arte Sacra nell’attiguo oratorio della Compagnia di S. Jacopo. Ci troviamo davanti a una delle più belle pievi di cui è ricco il Mugello, costruita nel XII secolo su una precedente chiesa, più piccola risalente al V secolo.

L’edificio è costruito in filaretto di alberese, una pietra di origine calcarea molto usata nel Medioevo e che proveniva da cave presenti nella zona, sul portale stipiti ed architrave in pietra serena scolpiti, sulla sommità una lunetta in serpentino intarsiata con un motivo a croce greca realizzato in bozzette di alberese, sul fianco settentrionale si trova il campanile a pianta quadrangolare e più basso di quello in origine a causa dei crolli causati dal terremoto del 1542.

L’aspetto attuale dell’edificio è frutto del restauro compiuto intorno al 1968 che ha cercato di ripristinare le antiche forme alterate dal tempo, in origine si trovava un’unica abside molto più piccola di quella attuale mentre il presbiterio era posto su sei scalini e recinto da una transenna in marmo intarsiato con il pulpito.

La Pieve è un autentico scrigno di capolavori, tra cui ricordiamo la scultura in marmo rosa raffigurante S. Agata proveniente dall’Ospedale militare di Firenze e riferibile alla bottega dei Pisano ( 1320 circa), l’altare reliquiario di S. Agata per la cui costruzione il pievano Nozzolini utilizzò vari arredi dello smembrato arredo romanico, tra cui le colonnine del pulpito e vari frammenti di tavole tra cui quelle di S. Agata e S. Lucia ( 1385-90) attribuite alla cerchia del fiorentino Jacopo di Cione, membro della famiglia di artisti di cui fece parte anche il celebre Andrea detto l’Orcagna ( 1368), sempre di Jacopo di Cione è la “Madonna col Bambino” (1383) che si trova nella Cappella della Madonna costruita ne XV secolo.

Da non dimenticare il recinto battesimale, un’opera costruita da sette pannelli intarsiati uniti da cornici variamente scolpite. Un lavoro che fu iniziato dal pievano Nozzolini nel 1608 utilizzando gli elementi dell’antico pulpito, gravemente danneggiato dal terremoto del 1542, un manufatto che risalirebbe al 1175, sulla parete una scultura raffigurante forse S. Matteo, proveniente dal pulpito con funzione porta leggio.

Dopo la visita alla Pieve non deve mancare anche quella all’attiguo Museo d’arte Sacra che custodisce il patrimonio artistico che nei secoli si era accumulato nella Pieve, fatto di tele, tavole, terrecotte robbiane, arredi e suppellettili sacri, ex voto, insieme ad opere provenienti da altre chiese e tabernacoli di località vicine come Montepoli, Lumena, S. Clemente, Cerliano e S. Gavino. Tra le opere principali il dipinto di Bicci di Lorenzo ( 1430)  raffigurante il “Matrimonio mistico di S. Caterina di Alessandria”, due Angeli oranti  in terracotta smaltata di Andrea della Robbia e di Giovanni della Robbia una terracotta policroma di una “Madonna con Bambino e San Giovannino” ( sec. XVI), una tavola del Maestro di Signa ( XV sec.) e l’unica opera conosciuta di Nicholaus del 1345, una “Madonna col Bambino San Gavino e San Miniato”, oltre a una tavola d’altare della scuola di Rodolfo del GhirlandaioMadonna col Bambino, San Jacopo e Sant’Agata”.

La Pieve e il Museo sono visitabili la domenica e i giorni festivi dalle 16 alle 19, con chiusura il 15 agosto, per informazioni 055. 8406853, 328 8262781. ( www.museisantagata.it )

 

 

 

 

 

Museo d’Arte Sacra a Sant’Agata

 

L’oro di Dio

 

 

 

 

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