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Michelangelo …Ma senza quelle fiamme, che altro ancora sarebbe stata la raccolta.

Abruciò gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti di man sua, acciò nessuno vedessi le fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo per non apparire se non perfetto”, prima di morire a Roma nel 1564 Michelangelo rapito dall’ansia di perfezione, fece sparire un gran numero di disegni, come ci ricorda Giorgio Vasari nella Vita dedicata al grande artista. Fortunatamente molti disegni di Michelangelo erano rimasti a Firenze, altri furono recuperati a Roma dal nipote Leonardo e dopo la morte fu il pronipote Michelangelo Buonarroti il Giovane che si adoperò per il recupero delle preziose carte e la raccolta della Famiglia Buonarroti poi confluita nel Museo Casa Buonarroti una delle collezioni più importanti al mondo.

Come ebbe a notare Luciano Berti “…Ma senza quelle fiamme, che altro ancora sarebbe stata la raccolta. Quel gesto di Michelangelo può certo sorprendere anche noi, per alcuni motivi: perché proprio lui era stato l’assertore e il più prestigioso del primato del “Disegno” in arte; perché sapeva come i suoi erano ricercatissimi, pregiatissimi, ed anzi presto copiati o addirittura falsificati; perché non si poteva non rendere conto della frustrazione che così causava ai suoi eredi, ai loro interessi anche ‘onorevoli ‘ ”.

Resta comunque il fatto che Michelangelo, nonostante le dispersioni, le alienazioni e le distruzioni abbia lasciato un patrimonio grafico inestimabile, di colui che fu un disegnatore esemplare, unico nella storia, in cui emerge l’idea del disegno, non solo quale momento di studio, pratica e didattica, ma anche di massima libertà creativa.

Nel corso di tutta la sua vita Michelangelo si mise a confronto con tutti i temi e i soggetti dell’arte : dall’antico all’architettura, dal mito al sacro, dal particolare alle composizioni complesse, fino  al disegno di figura, al quale si dedicò con grande trasporto per tutta la vita. Non poteva quindi mancare all’interno del progetto editoriale  I Disegni più belli, la collana di cofanetti dedicati ai più grandi interpreti nell’arte del disegno, le cui opere sono oggi custodite nelle più importanti collezioni in tutto il mondo, a cura di Cristina Casoli,  una monografia dedicata alla figura di Michelangelo.

Dal vasto corpus grafico michelangiolesco, sono stati selezionati quarantotto capolavori, dai primi fogli agli studi più tardi, in cui si coglie il passaggio dall’uso della penna alle pietre naturali. I disegni selezionati, ordinati cronologicamente, rappresentano una sorta di biografia ideale, con gli studi giovanili tratti dai fondamentali dell’arte toscana alle ultime prove dedicate alla Passione di Cristo, dai fogli di lavoro ai celebri presentation drawings con i quali era solito omaggiare gli amici più stretti come Tommaso de’ Cavalieri e Vittoria Colonna, alcuni dei quali sono spesso oggetto di importanti esposizioni come quella che si è svolta tempo fa a Milano al Castello Sforzesco dal titolo “D’après Michelangelo. La fortuna dei disegni per gli amici nelle arti del Cinquecento”.

 

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