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Raffaello, in restauro all’Opificio delle Pietre Dure il ritratto di Papa Leone X

Fece in Roma un quadro di buona grandezza, nel quale ritrasse papa Leone, il cardinale Giulio de’ Medici e il cardinale de’ Rossi, nel quale si veggono non finte ma di rilievo tonde le figure: quivi è il veluto che ha il pelo, il domasco adosso a quel Papa che suona e lustra, le pelli della fodera morbide e vive, e gli ori e le sete contrafatti sì che non colori, ma oro e seta paiono; vi è un libro di cartapecora miniato, che più vivo si mostra che la vivacità, e un campanello d’argento lavorato, che non si può dire quanto è bello. Ma fra l’altre cose vi è una palla della seggiola brunita e d’oro, nella quale a guisa di specchio si ribattono, tanta è la sua chiarezza, i lumi de le finestre, le spalle del Papa et il rigirare delle stanze: e sono tutte queste cose condotte con tanta diligenza, che credasi pure e sicuramente che maestro nessuno di questo meglio non faccia né abbia a fare. La quale opera fu cagione che il Papa di premio grande lo rimunerò; e questo quadro si trova ancora in Fiorenza nella guardaroba del Duca”.

E’ questa la descrizione entusiasmante che ne fa Giorgio Vasari nelle sue Vite del “Ritratto di Leone X tra i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’Rossi” , opera di Raffaello Sanzio e capolavoro del Rinascimento conservato alla Galleria degli Uffizi di cui proprio in questi giorni è stato affidato il restauro all’Opificio delle Pietre Dure per essere pronto in occasione delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte dell’artista che saranno celebrate nel 2020.

Già dopo l’esposizione del dipinto alla mostra “Il Museo Universale. Dal sogno di Napoleone a Canova” che si è tenuta lo scorso anno alle Scuderie del Quirinale l’Opificio aveva già segnalato la necessità di sottoporre l’opera ad analisi e al restauro e dopo un primo set di indagini non invasive le due istituzioni hanno deciso di procedere nel restauro dell’opera, che sarà svolto da Oriana Sartiani per la pellicola pittorica e Roberto Bellucci per le indagini diagnostiche mentre delle problematiche relative alla tensione lignea del supporto si occuperà Andrea Santacesaria insieme a Ciro Castelli.

Nell’ambito della collaborazione tra le Gallerie degli Uffizi e l’Opificio delle Pietre Dure, e sulle orme del successo universale del restauro dell’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci, ritornato al Museo nel marzo scorso, è ora il turno di un altro capolavoro. Per il ritratto di Leone X di Raffaello che verrà sottoposto ad una serie di analisi sofisticate e al restauro in previsione delle celebrazioni per il cinquecentenario della morte dell’artista nel 2020, non si può immaginare un’équipe più eccellente”.  Ha affermato in merito il direttore della Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt.

L’Opificio delle Pietre Dure è lieto di poter proseguire nella collaborazione con gli Uffizi affrontando i problemi conservativi del Leone X. – Ha detto Marco Ciatti direttore dell’Opificio delle Pietre Dure- Ciò consentirà di conseguire, oltre al risanamento della materia, anche un ampliamento delle conoscenze sull’opera. Il progetto potrà avvalersi infatti del confronto con i dati tecnici derivanti dai numerosi restauri e studi su questo artista compiuti dal laboratorio a partire dalle dieci opere trattate per la mostra ” Raffaello a Firenze” del 1984, seguite poi dai restauri alla Madonna del Baldacchino (1991), alla Madonna del Cardellino (2008), alla Muta (20015) e alla Madonna dell’Impannata, attualmente in mostra all’Albertina di Vienna, dopo l’intervento appena concluso.”

 

 

 

 

 

 

 

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