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“L’Oro di Dio” nella Casa natale di Giotto, giornata di studi tra miniature e pittura

Mariapaola Corona

« Dessa famiglia possedé una gran parte del Casentino, del Valdarno, di Ampinana, dicomano, d’Empoli, di Monte Apertoli, di Cerreto Guidi e della Romagna, col titolo di Conti Palatini della Toscana, con Signoria di diverse città, come Vicarj di Santa Sede. Le storie tutte sono piene di fatti illustri di questa famigliaEbbe tali e tanti uomini sommi che vorrebbesi un volume a trattarne per intero di ciascuno ». I conti Guidi furono una delle casate più importanti nell’Italia centrale in epoca medievale, conosciuti come conti palatini di Toscana avevano costruito qui numerosi castelli tra cui quello di Vespignano in Mugello, dove ancora oggi si conservano i resti di una torre. Ed è in questo scenario di storia millenaria con una vista sulla valle che lascia senza fiato, nella primavera in fiore che nella Casa Museo di Giotto si è svolta sabato scorso una giornata dedicata alla miniatura e alla pittura da Giotto ai XV secolo.

Nella suggestiva sala conferenze della Casa di Giotto, circondati dalle immagini del ciclo Giottesco della Cappella degli Scrovegni si sono alternati gli interventi dei nostri collaboratori dedicati alle opere in facsimile, fiore all’occhiello della produzione editoriale italiana in limited edition. Dopo i saluti del Sig.  Rinaldo che ha fatto gli onori di casa in rappresentanza del presidente dell’Associazione Dalle Terre di Giotto e dell’Angelico, il saluto di Fernando Corona direttore editoriale di Firenze 1903 e a seguire Valerio Rollo ha parlato dell’importanza del collezionismo soffermandosi sul manoscritto 411 della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Legenda Maior Sancti Francisci realizzata in facsimile mentre Mariapaola Corona si è occupata della Galleria Portatile il  Codice Resta oggi conservato alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, nel pomeriggio a seguire, protagonisti il Codice Valois, il Vangelo del Principe di Francia, a parlarne Sebastiana Gangemi e per concludere l’intervento di David Cantina, un lungo viaggio nella pittura da Coppo di Marcovaldo fino a Piero della Francesca ma con particolare attenzione alle opere di Giotto, protagonisti indiscussi dell’edizione di pregio L’Oro di Dio.

Una giornata di studio che ha visto la partecipazione di un folto pubblico molto interessato e dove non è mancata la presenza dei più giovani, un gruppo del Liceo Scientifico “Giotto Ulivi” di Borgo S. Lorenzo per tutta la giornata ha seguito con attenzione e curiosità i lavori documentando l’evento con la ripresa di una telecamera.

Una giornata di studio, dove non sono mancate importanti riflessioni sulla centralità della cultura e del nostro patrimonio artistico e paesaggistico, uno dei più importanti al mondo,  che è  necessario  conoscere bene per poterlo farlo conoscere, diffonderlo e farlo diventare il nostro petrolio. Un messaggio più volte rivolto in particolare ai giovani presenti per far capire loro il privilegio di trovarsi in una regione ricca come la Toscana che con Firenze e le sue città ogni giorno ci parla non solo del suo passato  ma anche e soprattutto  del suo futuro.

Tutto questo sotto il segno di Giotto, nella casa dove nacque e dove mosse i primi passi, 750 anni dopo per ricordare i grandi capolavori che ci ha lasciato e la grande rivoluzione operata in pittura che dopo di lui non sarebbe stata più la stessa. Così come il suo contemporaneo  Dante Alighieri,  in letteratura, Giotto segnerà un punto di svolta fondamentale nell’arte occidentale riscoprendo il realismo, restituendo spessore e tridimensionalità alle cose e alle figure in uno spazio misurabile, come non accadeva da secoli.

 

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