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Firenze, agli Uffizi la più grande collezione di disegni iniziata da Lorenzo il Magnifico

Sai che ti avverrà, praticando il disegnare di penna? Che ti farà sperto, pratico e capace di molto disegno entro la testa tua”. E’ Cennino Cennini che nel suo “Libro dell’arte” scritto tra il Trecento e il Quattrocento affermava un concetto già messo in pratica negli ambienti figurativi post giotteschi, l’importanza del disegno alla base dell’arte, presupposto e cardine della tradizione pittorica fiorentina. Un disegno che non fosse solo a carattere pratico e progettuale ma anche quale attività creativa e immagine mentale.

Un assoluto primato verrà attribuito al disegno dagli artisti toscani, tra questi Leonardo Da Vinci che lo considerava quale prima e vera forma di conoscenza del mondo, solo dopo o al limite insieme viene “il colorire”, così Giorgio Vasari che nell’Introduzione alla seconda edizione de Le Vite nel 1568 ribadiva il concetti del disegno anima di tutte le arti “Perché il disegno, padre delle tre arti nostre architettura, scultura e pittura, procedendo dall’intelletto cava di molte cose un giudizio universale simile a una forma overo idea di tutte le cose della natura , la quale è singolarissima nelle sue misure…”.

Anche Lorenzo Ghiberti, poliedrico artista fiorentino nei suoi Commentarii si dilungava sull’importanza della pratica del disegno, dominabile solo dopo un lungo “studio” e “disciplina”. Non sorprende quindi che proprio in Toscana e a Firenze grazie alla famiglia de’ Medici sia nata una delle collezioni grafiche più importanti del mondo, probabilmente iniziata già all’epoca di Lorenzo il Magnifico e proseguita dai suoi successori fino a quando il cardinale Leopoldo De’ Medici, fratello minore del granduca Ferdinando II affidò il suo ordinamento al suo segretario Filippo Baldinucci di quella che all’epoca contava sedicimila fogli.

La collezione medicea rimase intatta e sempre in loco, accresciuta in seguito dai Lorena sino a divenire di proprietà pubblica. Oggi la collezione di disegni del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi è una delle più importanti al mondo per quantità e rilevanza, oltre 150mila pezzi tra disegni, incisioni, miniature e fotografie databili dal Trecento fino ai nostri giorni conservate al primo piano del palazzo vasariano dove si trovava il teatro mediceo del Buontalenti.

La selezione delle 48 opere in facsimile che fanno parte del cofanetto “Uffizi. I disegni più bellia cura della storica dell’arte, la D.ssa Cristina Casoli non è stata operazione facile, si trovano opere di maestri toscani, emiliani, lombardo-veneti, umbro-marchigiani, liguri, tedeschi, fiamminghi, e olandesi, tappe importanti nella storia del disegno che va dal Quattrocento al Settecento. “Si delinea inoltre – ha affermato Cristina Casoli – e in modo non casuale, una triangolazione culturale tra Firenze, Venezia e le Fiandre, entro la quale si muovono i maestri più importanti dalla prima Rinascenza al Seicento inoltrato, quest’ultimo vero e proprio secolo del disegno non solo sotto l’aspetto produttivo, ma anche, e soprattutto, sotto quello collezionistico, classificatorio e conoscitivo”.

Tra i capolavori selezionati la splendida “Testa femminile” ( inv. 428 E) disegnata da Leonardo da Vinci che proprio in questi giorni è stato ricordato a Firenze con un convegno che si è svolto a S. Maria Nuova, ospedale dove era solito praticare lo studio del corpo umano. Il foglio degli Uffizi dal carattere compiuto è una tipica testa femminile ideale con una acconciatura molto elaborata, un soggetto che era frequentemente trattato quale esercizio grafico nelle botteghe del tempo.

Leonardo – come osserva Cristina Casoli – non fu solo uno dei maggiori e più produttivi disegnatori del secolo ( rispetto al numero contenuto dei dipinti, imponente è la massa dei disegni che ci sono giunti, nonostante la dispersione e la perdita di numerosi manoscritti) ma anche colui che impiegò il mezzo grafico nelle maniere più varie e sperimentali . Egli seppe conformare il suo stile allo scopo di ciascun disegno, dalla bellezza ideale della Testa fiorentina, morbida, evocativa, alle scientifiche e rigorose indagini naturalistiche, botaniche, anatomiche, a progetti di ingegneria idraulica e aerea.”

 

 

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