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Dalle Arti di Firenze alle moderne professioni

Orsanmichele, Firenze, "Madonna della Rosa"

Firenze fu il centro di una così grande cultura perché fu la sede delle maggiori libertà che erano allora possibili” scriveva Giovanni Villani. E’ qui che tra il XII e XIII secolo nascono le Arti di Firenze, corporazioni di arti e mestieri, associazioni che riunivano gli appartenenti ad una stessa categoria e che esercitavano lo stesso mestiere, distinte in Arti Maggiori e Arti Minori.

La Chiesa di Orsanmichele è il loro monumento-simbolo, a metà strada lungo la direttrice che collega il potere politico da quello religioso ed esso stesso edificio monumentale dedicato alla Madonna e San Michele Arcangelo e che ospita sulla sua facciata i simboli e le statue dei santi protettori di ogni Arte.

Le sette principali Arti Maggiori erano l’Arte dei Giudici e Notai, l’Arte dei Mercatanti o di Calimala, l’Arte del Cambio, l’Arte della Lana, l’Arte della Seta o di Por Santa Maria, l’Arte dei Medici e Speziali, l’Arte dei Vaiai e Pellicciai, a queste si andarono poi ad aggiungere quattordici arti minori che abbracciavano tutti i mestieri dell’epoca, dall’Arte dei Beccai all’Arte dei Fornai.

Ad ogni Arte corrispondeva un proprio santo Protettore, un gonfalone con la propria insegna, una residenza separata e aveva un proprio statuto, inoltre ogni cittadino per avere il diritto di poter ricoprire cariche nell’amministrazione della città doveva essere iscritto ad una specifica Arte.

Nella foto possiamo ammirare il tabernacolo dell’Arte dei Medici e Speziali che era dedicato alla Madonna della Rosa. Il gruppo marmoreo fu eseguito da Simone Ferrucci da Fiesole su loro commissione nel 1399 e situato nell’elegante edicola a tempietto di Simone Talenti. Sul basamento del tabernacolo un’iscrizione ne afferma l’origine “Opus artis medicorum spetiarorum et merciarorum”.

Dopo la caduta della Repubblica fiorentina e il ritorno dei Medici a Firenze il loro potere fu gradualmente ridotto, il duca Alessandro I dei Medici infatti nel 1534 decise di riformare gli statuti, riducendole a semplici associazione di mestiere, senza alcuna rilevanza politica fino al 1770 anno in cui Pietro Leopoldo Granduca di Toscana decise per la soppressione  ad eccezione dell’Arte dei Giudici e Notai che rimase in vita per sette anni  e del Tribunale dell’Arte del Disegno che venne eliminata nel 1784 e le competenze trasferite al tribunale di prima istanza e all’Accademia di Belle Arti.

Quando si parla di professioni quindi è impossibile non far riferimento alla nascita delle Arti che a Firenze, in particolare ma anche in altre città della penisola ebbero vita e dettero il via a uno sviluppo del lavoro artistico e artigianale  e in generale a tutti i settori favorendo lo sviluppo della vita economica, politica e sociale.

Vallecchi ha voluto dedicare una collana di volumi di pregio storia delle professioni, in particolare a quella del Medico, del Farmacista e dell’Avvocato, per indagarne la storia e le tradizioni che sono all’origine di queste figure. Un lavoro svolto grazie a ricerche originali che si rifanno a documenti storici e immagini inedite condotte da un team di prestigiosi studiosi tra cui , Ludovica Sebregondi, Paolo Viti e Raffaella Maria Zaccaria. Le fonti iconografiche in gran parte inedite provengono da : Archivi Nazionali di Stato, Museo Nazionale del Bargello, Biblioteca Laurenziana di Firenze, Civica Raccolta delle Stampe Bertarelli di Milano, Archivio del Maggio Musicale di Firenze e anche collezioni private.

 

 

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