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A spasso per il Mugello “Sotto il cielo di Giotto” – prima tappa

E’ stato inaugurato sabato scorso l’itinerario storico artistico che celebra la figura di Giotto di Bondone nei 750 anni dalla sua nascita denominato “Nel Mugello sotto il cielo di Giotto”, uno straordinario evento promosso dall’Assessorato al Turismo dell’Unione dei Comuni del Mugello e dal Comune di Vicchio con il supporto scientifico dell’associazione STARE e in collaborazione con il Ministero dei Beni culturali, la Soprintendenza alle Belle Arti e la Diocesi di Firenze.

All’evento infatti erano presenti numerose personalità degli enti coinvolti in questa iniziativa, il sindaco di Vicchio Roberto Izzo , l’assessore al Turismo dell’Unione dei Comuni del Mugello Federico Ignesti, il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, il vice direttore dell’Ufficio Arte Sacra della Diocesi di Firenze Alessandro Bicchi e la responsabile territoriale della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze Maria Pia Zaccheddu oltre allo storico dell’arte Marco Pinelli dell’associazione STARE che ha elaborato il progetto del percorso.

Punto di partenza di questo itinerario che sarà possibile visitare per tutta l’estate per concludersi il 29 ottobre è il Museo d’arte Sacra  Beato Angelico, è qui che sarà possibile ammirare in via del tutto straordinaria la “Madonna di San Giorgio alla Costa”, opera giovanile di Giotto, conservata a Firenze nel Museo Diocesano di S. Stefano al Ponte e nella storia prima opera di Giotto ad arrivare nella sua terra natale per essere esposta al pubblico.

Abbiamo già avuto modo e più volte di parlare nel dettaglio dell’opera, una tavola di grandi dimensioni purtroppo trafilata nel ‘700 per essere inserita in una cornice barocca e danneggiata dall’esplosione dell’attentato ai Georgofili, un’opera che è stata selezionata per far parte dell’edizione di pregio Oro di Dio, adesso vogliamo soffermarci sul museo che per la sua accoglienza ha predisposto una magnifico sfondo blu cielo.

La nascita del museo risale al 1967, periodo in cui le ragioni della tutela e della conservazione spingevano la Soprintendenza a trovare una sede per tutte quelle opere d’arte di rilievo al fine di scongiurarne il furto o la dispersione. L’attuale museo è stato inaugurato nel 2000, arricchendo la sua collezione di opere d’arte, in particolare quelle di argomento strettamente legato al Mugello. Le opere d’arte sono quindi inserite per nuclei di provenienza all’interno di questo percorso tematico che si snoda al piano terra dell’edificio.

Le preziose croci astili provenienti dalle chiese di Olmi e di Vicchio, poste accanto ad una semplice croce rogazionale in legno, indicano i vari aspetti della devozione e al contempo la ricchezza del patrimonio liturgico del Mugello, un patrimonio per lungo tempo ritenuto in qualche modo “minore”, ma che in realtà enumera oggetti di straordinaria raffinatezza e fattura. Una riproduzione di un ex voto posto accanto a un’opera illustre, la “Madonna col Bambino e due angeli”( 1385/1415) dell’elegante Maestro della Madonna Straus, sintetizza gli aspetti di due diverse culture figurative e devozionali.

Mentre le due sculture poste all’entrata, il frammento con un pensoso e delicato volto di San Giovanni Battista ( Andrea della Robbia 1435/1525) proveniente da una pala robbiana smembrata che era conservata nell’oratorio del Santissimo Crocifisso a Borgo S. Lorenzo  e una terracotta con una Madonna del latte di ignoto toscano  di provenienza privata e forse posta originariamente in un tabernacolo, sono due diversi esempi della varietà e diffusione del patrimonio artistico sul territorio e al contempo della sua dispersione.

Tra i capolavori conservati ricordiamo la tempera su tavola di Bernardo Daddi ( 1290/1348) raffigurante “San Giovanni Battista” proveniente da San Giovanni Maggiore a Panicaglia, la “Madonna col Bambino in trono e i santi Reparata, Giovanni Battista, Bartolomeo, Antonio abate,con San Domenico e Santa Caterina da Siena” di Neri di Bicci ( 1419/1492) proveniente dalla pieve di Santa Reparata a Pimonte, l’affresco staccato del Maestro di Signa ( 1433/1462) raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Pietro e Paolo con due angeli, da un tabernacolo di Rupecanina, la Madonna col Bambino, due angeli e lo Spirito Santo del Maestro degli Argonauti ( Firenze seconda metà del VX secolo) proveniente dalla Pieve di Santa Maria a Fagna, la ricostruzione della pala che ornava l’altare maggiore della Chiesa di Sant’Andrea a Barbiana con la raffigurazione dell’Incoronazione della Vergine e i santi Andrea e Lorenzo di scuola fiorentina ( 1721 circa) dell’ambiente di Anton Domenico Gabbani che venne rubata nel novembre del 1993 e tagliata in più parti per essere venduta e dispersa, grazie al nucleo di Tutela dei Carabinieri un ulteriore tassello con l’immagine di Dio Padre si è aggiunto recentemente alle parti che raffiguravano Sant’Andrea, San Lorenzo e un Angelo volante

Il Museo Beato Angelico, col suo ordinamento tematico ricollega opere d’arte di illustre fattura  ma anche semplici oggetti di devozione popolare  al loro antico tessuto culturale in  maniera da favorirne sia l’apprezzamento estetico che la molteplicità degli  aspetti sociali e storici in cui essi furono generati e poi tramandati. Il museo è visitabile dal venerdì alla domenica, con i seguenti orari : ven 15-19, sab e dom 10-13 e 15-19,  aperture straordinarie per gruppi, info: tel. 0655 8448251 – 055 8439225.

Vi aspettiamo domani per conoscere la seconda tappa di questo affascinante itinerario dedicato a Giotto ma che conduce alla scoperta dei tesori artistici conservati nel Mugello e nelle sue cittadine ricche di un glorioso passato storico- artistico.

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