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Giotto, la Madonna di Borgo S. Lorenzo, seconda tappa per “Sotto il cielo di Giotto”

E’ il volto di una madre affettuosa che ripropone con una nuova lettura il tema bizantino della Madonna Glykophilousa, la Madonna del dolce bacio, che qui viene espresso con il tenero abbraccio del Bambino che con una mano accarezza il volto della Vergine madre e con l’altra le afferra l’indice. Siamo nel centro storico di  Borgo S. Lorenzo nella Pieve di San Lorenzo è qui che è conservata la “Madonna di Borgo S. Lorenzo”  realizzata da Giotto intorno al 1290,  seconda tappa dell’itinerario Sotto il cielo di Giotto in occasione dei 750 anni della nascita dell’artista toscano che parte dal Museo Beato Angelico di Vicchio dove è esposta per l’occasione la Madonna di San Giorgio alla Costa.

Per tutto il XIX secolo e fino al primo decennio del secolo scorso la tavola, un frammento di una Maestà, una tempera e oro su tavola della dimensione di 81,5X41 cm., si trovava in una nicchia sull’altare principale dell’oratorio della compagnia di Sant’Ombono, proprio di fronte alla Pieve di Borgo e che, prima del restauro e per tutto il primo Novecento, veniva indicata come una immagine bizantina dal volto morato, tanto la superficie risultasse annerita.

E’ nel 1978 che l’opera viene portata nei laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure per essere restaurata tra il settembre del 1982 e il luglio del 1984, nel 1987 la tavola restaurata sarà restituita alla Pieve di Borgo San Lorenzo dove è da tutti visibile. Il restauro ha messo in evidenza la qualità pittorica e alcuni dati tecnici che hanno permesso di accostarla alle opere di Giotto come il Crocifisso di Santa Maria Novella ( 1288-1289 circa ) e la Madonna di San Giorgio alla Costa ( 1295 circa ).

La madre da al Bambino la destra, in riconoscimento di preminenza, secondo l’immagine della Madonna Dexiokrausa e, come già detto, riprende il tema della Glykophilousa già usato da Cimabue nella Madonna di Castelfiorentino, a cui secondo alcuni, lo stesso Giotto avrebbe partecipato. Gli occhi sono allungati ed il volto espressivo, il panneggio  segue le linee realistiche del corpo e la veste ha un bordo dorato, molti sono  gli elementi di vicinanza alla Madonna che sarà realizzata cinque anni dopo per la Chiesa nell’Oltrarno fiorentino.

Pur trattandosi di un’opera giovanile, Giotto l’avrebbe realizzata all’età di soli 23 anni, sono già espressi i valori che faranno di Giotto il capostipite della pittura moderna. E’ già pronunciato il senso del volume e dello spazio che ritroviamo nelle opere mature del maestro, per la prima volta si dipinge con un’unica fonte di luce, una soluzione semplice geniale che rompe con la tradizione bizantina e che fa di Giotto un innovatore. Un metodo questo che permette di creare effetti realistici e di abbandonare l’assetto statico delle immagini che lo hanno preceduto. In questo caso la luce viene proiettata da destra e lascia in penombra la parte sinistra del dipinto, sia nella guancia della Madonna che nella parte sinistra del collo. Un chiaroscuro vicino alla realtà che evidenzia la profondità spaziale e che ancora non era presente nelle opere che l’hanno preceduta come la Madonna di Castelfiorentino di Cimabue o la Madonna Rucellai di Duccio da Boninsegna.

Caratterizzato da un forte realismo anche il manto che avvolge la Madonna che si discosta fortemente dagli esempi sopra accennati che lo hanno preceduto, mentre la Madonna è dritta, senza avere il capo inclinato a tre quarti con uno sguardo ben concentrato verso lo spettatore come quello che abbiamo ammirato  nella Madonna di San Giorgio alla Costa.

Giotto – Madonna di Borgo San Lorenzo

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