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Le Ore Capponi-Ridolfi su Alumina Pagine Miniate

La prestigiosa rivista italiana dedicata all’Ars illuminandi diretta da Vittoria De Buzzacarini e da Gianfranco Malafarina “Alumina Pagine miniate nell’ultimo numero ha voluto dedicare una importante recensione all’edizione in facsimile del Libro d’ore Manoscritto Riccardiano 483, denominato “Dono d’amore” Le Ore Capponi-Ridolfi, a firma della scrittrice saggista e storica dell’arte Annalisa Bellerio che approfondisce l’importanza di questo minuscolo libro realizzato alla fine del ‘400 quando ormai la stampa aveva preso il sopravvento sulla miniatura per le nozze di due giovani di nobile casato fiorentino, Capponi e Ridolfi, sia dal punto di vista storico che artistico e della storia della miniatura.

E fu un minuscolo codice – scrive la studiosa – quintessenza della miniatura più raffinata, che la famiglia Cappopni commissionò alla più celebre bottega di Firenze come dono da parte del proprio rampollo, Niccola di Andrea di Nicola, alla futura sposa Antonia di Battista di Luigi Ridolfi, in vista delle nozze celebrate nel 1500”. Viene così rispettata da parte della famiglia la tradizione in voga allora nell’omaggiare le giovani donne con un “Offiziolo”, chiamato anche “libriccino di Nostra Donna”, in cui vengono raccolte le preghiere dedicate alla Vergine e alle quali vengono aggiunte altre sezioni liturgiche.

Strumento di devozione individuale e domestica, l’Offiziolo della Madonna si era così sganciato dal ciclo liturgico dei monasteri o della chiesa e l’apparato iconografico era dedicato agli episodi più importanti della vita di Maria e di Gesù, ad iniziare dall’Annunciazione, a cui facevano poi seguito la Natività, l’Adorazione dei pastori e dei Magi, la Strage degli innocenti, la Fuga in Egitto e poi la Passione e Crocifissione  di Cristo. Il libro d’ore Capponi Ridolfi è uno dei più piccoli del suo genere, giunto sino a noi in ottimo stato di conservazione “… un minuscolo tesoro di inestimabile valore in cui si concentrano secolo di perizia e di storia. – Osserva Annalisa Bellerio Fu commissionato alla bottega artistica dei fratelli Gherardo e Monte di Giovanni del Fora, aperta in piazza San Pulinari, che serviva le più illustre famiglie fiorentine come i Medici e gli Strozzi, ma alla quale si erano rivolti anche gli Estensi e Mattia Corvino, il re dell’Ungheria educato alla cultura rinascimentale.

Una bottega aperta ai nuovi linguaggi artistici, quella dei due fratelli, dove si affrontano generi diversi, dall’affresco alla tavola, dal mosaico alla miniatura e dalla quale usciranno grandi capolavori come il Messale di Sant’Egidio conservato al Museo del Bargello e la Bibbia in tre volumi realizzata per Matteo Corvino conservata alla Biblioteca Medicea Laurenziana. Nella miniatura Monte è particolarmente attento al dettaglio e all’elemento naturalistico e nelle miniature a piena pagina la sua mano si riconosce per le architetture fiabesche, i castelli, le torri, contenuti in un impianto rigorosamente fiorentino del disegno e dello scorcio prospettico.

Pur nelle ridotte dimensioni dei pochi centimetri di lato, le pagine del libriccino mantengono le proporzioni e l’equilibrio dei grandi corali di uso pubblico e producono lo stesso effetto solenne e monumentale… Le iniziali figurate dalle morbide forme curvilinee risaltano come cammei incastonati nella gabbia del testo. Le immagini, a loro volta centrate, profuse d’oro a dare luce e sottolineare i dettagli, sono incorniciate da bordure dalle vivaci cromie”.

Il testo centrato tra margini piuttosto larghi è in littera testualis e opera di un esperto calligrafo, senza alcuna correzione, “ Accanto alla presenza di Monte –osserva Annalisa Bellerio-  si colgono interventi di altre personalità di miniatori, come Attavante e forse Mariano del Buono”. E ancora degno di nota “ Il dono d’amore uscito dalla bottega di Monte segna uno splendido epilogo. Con l’aprirsi del nuovo secolo, la tradizione del libro d’ore di destinazione femminile, legato la culti mariano, verrà sostituito dalla moda letteraria dei volumetti di rime amorose del Petrarca, nuovo omaggio per la colta e sofisticata dama del Cinquecento” .

 

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