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A Firenze un David “nero” simbolo del dolore dell’umanità

NOI - Studi d'arte Cave di Michelangelo - Carrara

E’ dipinto di nero il David, copia esatta del capolavoro di Michelangelo conservato alla Galleria dell’Accademia, e giace a terra a contatto diretto con le pietre di Piazza della Repubblica a Firenze, lontano dall’immagine maestosa che ha fatto il giro del mondo, in segno di lutto e di dolore per le tragedie che stanno accadendo in ogni angolo della terra e vuole lanciare un messaggio di fraternità tra i popoli.

L’opera che si intitola “NOI” è stata realizzata dagli Studi d’arte cave di Michelangelo di Carrara e ha aperto il 14 luglio scorso a Firenze la Settimana Michelangiolesca curata da Sergio Risaliti per celebrare il genio di Michelangelo, fino al 21 luglio, attraverso eventi, performance, concerti, letture che rievocano vita e opere del grande Michelangelo coinvolgendo anche i quartieri della città.

Vogliamo dare un messaggio di libertàha detto il sindaco di Firenze Dario Nardellafratellanza e dolore. Siamo abituati a concepire il David come “Gigante” maestoso ma l’abbiamo voluto riproporre disteso, nero, simbolo del dolore di cui tutta l’umanità è oggi attraversata. Da Nizza a Fermo, da Orlando a Dallas a Dakka, tutto il mondo è preda di odio cieco e follia. Noi ci proponiamo attraverso le immagini di Firenze e del David, simboli universali di pace e cultura che arrivano dritti alle menti e ai cuori. Noi vogliamo reagire alla malvagità, non rinchiuderci nelle mura di casa, e siamo consci della forza della nostra cultura e della nostra libertà”.

Sulla piattaforma del basamento che rimane in vista è stato scritto il nome dell’opera, “NOI” e il suo significato “Una risposta alla cultura dell’odio in nome dei comuni principi di libertà, uguaglianza, fratellanza, senza distinzione di razza, sesso e religione.” Visibile al pubblico fino al 21 luglio l’opera rappresenta la prosecuzione ideale dell’azione di “Michelangiolesca” svolta lo scorso anno, quando un grande blocco di marmo venne trasportato in Piazza della Signoria e tanti scalpellini iniziarono a lavorarlo, rimuovendo il superfluo secondo i dettami michelangioleschi che a Benedetto Varchi scrisse “ io intendo scultura, quella che si fa per forza di levare”.

Anche l’opera “NOI” così come il David di Michelangelo è scaturita dal marmo delle Apuane, ma il nuovo David rivela altri significati, legati alla contemporaneità e alle tragedie che il nostro mondo sta vivendo in dialogo con l’opera da cui ha avuto origine. Il titolo scelto, vale a dire “NOI” sta a significare l’identificazione collettiva all’insegna della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza, stringendo un legame forte tra l’iniziativa dedicata a Michelangelo e la festa dell’Indipendenza della Francia e dei suoi assunti illuministici.

Pittore, scultore, architetto, poeta, Michelangelo fu un artista a tutto tondo, intellettuale e coinvolto negli eventi politici fiorentini fino al 1534 anno in cui abbandonò la sua patria per sempre. Solo dopo la sua morte infatti la sua salma venne trasportata a Firenze per essere onorata nella Basilica di San Lorenzo, il 14 luglio del 1564, per poi essere tumulata in Santa Croce.

Un genio, quello di Michelangelo in grado di suscitare sempre nuove emozioni, interpretazioni e suggestioni nelle loro declinazioni sia di carattere specialistico che popolare, un messaggio plurimo  in grado di arrivare a tutti, questa la grande forza di un personaggio e dell’opera che ci ha lasciato  che ancora oggi non smette di affascinare e di attrarre tutto il mondo della cultura e non solo.

 

 

 

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