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Boccioni e la rinascita dello spirito nazionale

Il 14 giugno del 1933 al Castello Sforzesco di Milano si apre una mostra commemorativa in onore di Boccioni al quale saranno dedicate onoranze nazionali. E’ in virtù del grande successo dell’avvenimento che Filippo Tommaso Marinetti proprietario del gesso di “Forme uniche della continuità nello Spazio deciderà di cedere al Comune di Milano il bronzo tradotto dall’originale che nel documento ufficiale sarà indicato come “Linea unica della continuità nello spazio” al prezzo di fusione di 8 mila lire rimarcando la volontà che di tale scultura dovranno esistere solo quattro esemplari, destinati a Milano, Roma, alla città natale Reggio Calabria e allo stesso Marinetti.

Di quella importante rassegna non venne stampato il catalogo, ne rimangono i documenti ufficiali e alcuni articoli usciti sulla stampa dell’epoca, tra cui uno a firma di Carlo Carrà, datato 21 giugno e riproposto da Attilio Vallecchi nella raccolta del 1962 “Segreto professionale”, particolarmente esaustivo in cui l’autore dopo aver tracciato un breve percorso biografico dell’artista protagonista della pittura futurista e del movimento giovanile  lombardo scrive :

“ …Milano testimonia la gratitudine verso un artista che fu apostolo e divulgatore di sentimenti che segnano la rinascita dello spirito nazionale. Boccioni credeva infatti che non vi potesse essere un efficace rinnovamento dell’arte se non rinnovando nel tempo stesso la vita italiana. Per questa ragione tutta la sua vita fu un continuo atto di fede. Così gli avveniva spesso di ripetere che lo scopo dell’artista non è disgiunto dal problema generale della civiltà. Lottatore per la vita e per l’arte, la sua azione doveva per forza essere eminentemente polemica. Il sentimento investe così la volontà e la coscienza. Cielo e terra si mescolano.”

“ ..il quadro La signoria Virginia della Galleria d’Arte Moderna di Milano è frutto del suo amore per Zuloaga…da certi discorsi che Romolo Romani faceva con noi al caffè trasse lo spunto per le tele Quelli che partono, Gli addii e Quelli che restano improntati a principi eminentemente letterari…Un trapasso definitivo nell’evoluzione artistica del Boccioni l’abbiamo con Le tre donne della collezione Baer, dove la realtà viene per la prima volta trasportata su un piano di classica compostezza”

E ancora con il quadro Elasticità ci troviamo al culmine della pittura futurista, “ cavallo e cavaliere sono considerati come ritmo lineare e plastico assoluto…Chi studierà questo dipinto, più che altri del medesimo periodo, potrà giungere alla vera spiegazione dell’arte di Boccioni e coglierne la parte che noi consideriamo migliore”

Materia e il Giocatore di calcio del periodo più propriamente futurista, servono soprattutto per studiare il dramma interiore del pittore. Il quale sentirà in seguito il ritorno all’oggetto e alla corposità delle cose” . Il riferimento è per la Figura di donna della Galleria d’Arte moderna di Roma, il Ritratto dello scultore Ripamonti e i due Paesaggi del Lago Maggiore, le ultime tele.

Con questi saggi, Boccioni ritorna ad immergersi nella grande realtà umana. E qui sta il dramma vero, poiché nessuno può dire dove avrebbe portato la sua arte se avesse potuto ancora per molti anni vivere”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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