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…e questo bastò per far rimanere le persone trasecolate e mutole

“ …Allora il Signore plasmò l’uomo con la polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente”. E’ la Creazione di Adamo così come ci viene narrata nel libro della Genesi (2,7), il grande tema che Michelangelo affronterà nella Volta della Cappella Sistina e fulcro della narrazione a simboleggiare l’ideale rinascimentale dell’uomo fatto a somiglianza di Dio. Pare che Michelangelo eseguisse schizzi di figura di piccole dimensioni per poi passare allo studio del modello dal vivo dell’intera figura in magnifici disegni a matita in cui la precisione anatomica si fonde con la raffinata resa del chiaroscuro.

Il disegno veniva poi trasposto sul cartone e infine sull’intonaco fresco, attraverso lo spolvero o l’incisione diretta, come accadde per la figura di Adamo che vi proponiamo. Un sistema molto usato nel Rinascimento che consisteva  nell’appoggiare sull’intonaco ancora fresco il cartone e ripassando i contorni del disegno con una punta metallica, in modo da incidere le linee di contorno delle figure da affrescare. L’immagine riprodotta che fa parte della selezione della monografia dedicata a Michelangelo dell’opera I disegni più belli edita da Vallecchi e che si avvale del saggio critico della storica dell’arte Cristina Casoli, è uno “Studio per l’Adamo nella creazione dell’uomo” del 1511 circa, 193X299 mm. conservato presso il Department of Prints and Drawings del British Museum di Londra.

Nella resa finale del mirabile affresco,  il corpo del primo uomo, mollemente abbandonato, è colto nell’attimo prima di ricevere l’energia vitale da parte del Creatore e acquisire così  lo spirito divino. Il 31 ottobre del 1512 quando le impalcature nella Sistina furono smontate e gli affreschi furono svelati al Papa Giulio II, come ci ricorda il Vasari ” …Sentissi nel discoprirla correre tutto il mondo d’ogni parte, e questo bastò per far rimanere le persone trasecolate e mutole; laonde il Papa, di tal cosa ingrandito  e dato animo a sé di far maggiore impresa, con danari e ricchi doni rimunerò molto Michelagnolo“.

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