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Nel 1300 il primo Giubileo

Giotto

In viaggio verso Roma per il Giubileo

Il 22 febbraio del 1300 ha inizio il primo Giubileo della storia. Sarà papa Bonifacio VIII ad indirlo con la bolla pontificia “Antiquorum habet fida relatio”, ai romani che visiteranno entro l’anno per ben trenta volte le basiliche di San Pietro e quella di San Paolo sarà concessa l’indulgenza plenaria, mentre per i pellegrini che giungono da fuori sono sufficienti quindici visite. Non sono imposte elemosine e per coloro che per motivi di causa maggiore, non ultimo il decesso durante il viaggio, non avrebbero potuto concludere le visite, viene concessa l’indulgenza plenaria, inoltre la bolla stabilisce che il Giubileo avrebbe dovuto essere svolto ogni cento anni.

Roma è letteralmente invasa dai pellegrini che arrivano da ogni parte dei paesi europei, a piedi, arrivano a percorrere fino a quaranta chilometri al giorno. Secondo le cronache dell’epoca sarebbero almeno due milioni i fedeli che arrivano a Roma nell’anno del primo giubileo, giungono dalla Spagna, dalla Provenza, dalla Gallia, dalla Germania. Per il conseguimento dell’indulgenze i pellegrini dovranno venerare le sacre reliquie, il legno della Croce e i chiodi, il velo della Veronica, la scala santa, la colonna della flagellazione ed altri resti.

Il romeo, è questo il nome del pellegrino che si reca in pellegrinaggio a Roma, è abbigliato con un saio, sandali ai piedi, un mantello corto detto anche “pellegrina” e un cappello a larghe tese legato sotto il mento su cui vengono appuntati dei segni che parlano del suo viaggiare, la conchiglia fa riferimento a Santiago di Compostela, la palma simbolo della Terra Santa e le immagini dei santi Pietro e Paolo per Roma.

Tra i personaggi di rilievo che presero parte al Giubileo del 1300 troviamo Giotto che ebbe l’incarico di affrescare la loggia delle benedizioni in Vaticano, fatta costruire da Bonifacio VIII per il Giubileo e il maestro Cimabue e forse il sommo poeta Dante Alighieri che in alcuni canti della Divina Commedia fa riferimento all’evento.

La grande moltitudine presente a Roma e il grande traffico dei pellegrini a Roma sul ponte di San Pietro è un’immagine che rimane impressa a Dante tanto da divenire immortale nei versi 28-33 del XVIII capitolo dell’Inferno dove scrive : “ Come i Roman per l’esercito molto / l’anno del Giubbileo, su per lo ponte/ hanno a passar la gente modo tolto,/ che dall’un lato tutti hanno la fronte/ verso il Castello e vanno Santo Pietro, dall’altra sponda vanno verso il monte/. Un doppio senso della circolazione sul ponte Sant’Angelo  fu dunque necessario per impedire la grande calca dei pellegrini giunti a Roma per la remissione dei peccati.

http://www.vallecchi.it/creazioni/volti-della-misericordia/

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