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Leonardo da Vinci, il primo che “discorresse sopra il fiume d’Arno per metterlo in canale da Pisa a Firenze”

Sin dal 1490 Leonardo inizia a sviluppare i suoi studi sulla canalizzazione dei fiumi. Nel Foglio 126 del Codice Atlantico, che insieme ad altri è stato scelto dalla Prof.ssa Cristina Acidini per la mostra Leonardo & Firenze in  corso a Palazzo Vecchio dal grande giacimento rappresentato dall’opera custodita presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, viene studiato un sistema a sifone per portare l’acqua a certe altezze, superando i dislivelli del terreno e il modo per trasportare con dei carrelli i materiali pescati nel fondo di un fossato; tutto questo nel recto del foglio.

Nel verso invece viene elaborato un progetto che lo stesso Leonardo nomina con la dicitura “Canale per a firenze” e che viene svolto attraverso tre disegni che mostrano tre diverse angolazioni per questo manufatto: in alto viene mostrato il profilo degli argini, al centro una veduta dall’alto e in basso il canale visto in posizione frontale con i quattro archi che scavalcano il fiume con un appunto su quando effettuare lo scavo, ovvero da metà marzo a metà giugno in quanto ” i villani, sendo fori del loro ordinario esercizio, s’hanno per buon mercato, e dì sono grandi e ‘i caldo nolli stanca”.

Lo stesso Giorgio Vasari tenne a precisare che Leonardo “ fu il primo ancora che giovanetto discorresse sopra il fiume d’Arno per metterlo in canale da Pisa a Firenze“. In realtà pare l’idea circolasse sin dalla terribile alluvione del 1333 ma niente di paragonabile al grandioso progetto di Leonardo che prevedeva di deviare gran parte delle acque dell’Arno in un canale navigabile verso Prato e Pistoia, fino alla Val di Nievole e al Padule di Fucecchio per raggiungere il corso del fiume a Vico Pisano e quindi al mare. 

 Nell’idea del Canale di Firenze, oltre alla regimazione delle acque e alla prevenzione delle alluvioni molteplici erano gli obiettivi che voleva raggiungere il genio vinciano: la creazione di un’efficiente via di comunicazione alternativa, la bonifica del territorio, la promozione delle attività produttive e commerciali. Per la costruzione del canale sarebbe stato necessario il traforo nel monte Serravalle e una immensa movimentazione di terra, nonostante il progetto di Leonardo fosse molto dettagliato e prevedesse la costruzione di macchine per l’escavazione, il calcolo delle spese e i tempi di costruzione, il tutto non venne mai realizzato.

 

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