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“Le tre Pietà di Michelangelo. Non vi si pensa quanto sangue costa” in mostra fino al 1 agosto

E’ la prima volta che in una mostra le tre Pietà di Michelangelo vengono esposte insieme in un dialogo di grande intensità spirituale e valore artistico mettendo a confronto le opere, originali e calchi, in cui Michelangelo ha affrontato il tema della Pietà e lo ha fatto in momenti diversi della sua vita e della sua evoluzione artistica. E’ a Firenze, capitale  della pace dai tempi del sindaco  Giorgio La Pira, che in occasione dell’incontro che vede riuniti Vescovi e Sindaci del Mediterraneo e la partecipazione del Santo Padre che al Museo dell’Opera del Duomo nella sala della Tribuna di Michelangelo, di fronte alla Pietà Bandini, recentemente restaurata grazie all’intervento della Fondazione Friends of Florence, sono stati collocati i calchi della Pietà Vaticana e della Pietà Rondanini che sono custoditi nei Musei Vaticani.

La mostra, dal titolo “Le tre Pietà di Michelangelo. Non vi si pensa quanto sangue costa”, con l’omaggio alla frase del Canto XXIX  del Paradiso che lo stesso Michelangelo aveva riportato sul presentation drawing donato a Vittoria Colonna in cui aveva realizzato una Pietà che avrebbe preceduto di poco la Pietà Rondanini, l’ultima realizzata, sarà aperta al pubblico da oggi al 1 agosto. Una mostra che avrà un seguito ad autunno quando i calchi delle tre Pietà saranno esposti a Milano nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale con un nuovo allestimento progettato per l’occasione mentre la Pietà Rondanini potrà essere ammirata al Castello Sforzesco nella sua recente collocazione  nello  Spedale Spagnolo riacquistando quella dimensione mistica  che gli è propria.

Un progetto importante curato dai direttori dei musei Barbara Jatta, Sergio Risaliti, Claudio Salsi e Timothy Vardon che ha coinvolto, oltre al Museo dell’Opera del Duomo, i Musei Vaticani, il Museo Novecento di Firenze, il Castello Sforzesco di Milano, le istituzioni dell’Opera di Santa Maria del Fiore, Comune di Firenze, Comune di Milano e Fabbrica di San Pietro. La cerimonia inaugurale della mostra, nella giornata che ha visto l’apertura del summit “Mediterraneo frontiera di pace 2022”,  si è tenuta nella Sala del Paradiso del Museo dell’Opera del Duomo con gli interventi di Luca Bagnoli, Presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore, S.E. Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo Metropolita di Firenze, Dario Nardella Sindaco di Firenze, Tommaso Sacchi assessore alla cultura del Comune di Milano, Barbara Jatta Direttore del Musei Vaticani, Sergio Risaliti Direttore del Museo Novecento, Claudio Salsi, Direttore dell’Area Soprintendenza Castello, Musei Archeologici e Musei Storici e Timothy Verdon Direttore del Museo dell’Opera del Duomo.

“ Il tema della Pietà – ha sottolineato nel suo intervento S. E. Il Cardinale Giuseppe Betori – non appartiene la Vangelo ma fa parte della religiosità popolare che quando è vera ha sempre una radice biblica. Vorrei indicare almeno tre aspetti della Pietà. Nel Vangelo di Giovanni Maria è ai piedi della croce, insieme all’apostolo Giovanni quello che Gesù amava. Il primo significato della Pietà è rendere visivamente la continuità di Maria che accoglie il corpo di Cristo e tutti noi e poiché Maria è la Chiesa, la Chiesa che ci accoglie. Il secondo aspetto è l’adesione dei due corpi che diventano quasi un unico corpo. Maria e il figlio sono una cosa sola fino alla croce, come Maria è nostra madre, è la prima dei discepoli di Gesù, una cosa sola. Il grembo di Maria è quello che ci ha donato il Bambino e che ora ce lo mostra disfatto dalla Crocifissione e lo mostra di nuovo. Un unico messaggio, il grande dono nella morte e vita di Gesù e Maria sta a ricordarcelo.”

Foto di Gianfranco Gori Ph.

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