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“Fortuna” e sfortuna dei Promessi Sposi, primo romanzo illustrato italiano

E’ tedesca una delle prime traduzioni dei Promessi Sposi e risale al 1827, porta la firma di Daniel Lessman e uscirà con il titolo “Die Verlobten” pubblicata a Berlino dall’editore Vereinbuchandlung, a questa ne faranno seguito tantissime altre, in lingua inglese, francese, spagnolo, e così via fino a un’edizione americana. Un successo planetario, quello dei Promessi Sposi, tante le ristampe, in un epoca in cui ancora non esisteva il diritto d’autore, le traduzioni, le edizioni italiane. I Promessi Sposi sarà il libro più ristampato dell’epoca e con Manzoni vivente  verrà tradotto in quindici lingue e dall’Europa, zona di massima diffusione, arriverà fino agli Stati Uniti.

Purtroppo molte di queste edizioni presentavano imprecisioni, rimaneggiamenti, tagli, dovuti a scelte di carattere estetico o ideologico, come la sopracitata, sostenuta da Goethe in cui furono eliminate le digressioni storiche e l’Introduzione, che venne a mancare anche nell’edizione danese e nelle traduzioni spagnole. Una altro fenomeno che si verifica è quello delle traduzioni fatte dalle traduzioni e non dal testo originario o la pubblicazione di alcune parti del romanzo o rifacimenti, come quello che circolava in Europa con il titolo “ Lucie Mondella ou la peste de Milan” datato 1867 con il sottotitolo “nouvelle italienne tirée des Fiancés”, senza contare la grande libertà anche nella traduzione del titolo.

La prima edizione spagnola della ventisettana porta il titolo “ Lorenzo, o los prometidos esposos” e sarà pubblicata a Madrid nel 1833, a questa farà seguito una seconda traduzione che uscirà con il titolo “ Los novios, Historia Milanese” per un editore di Barcellona nel 1836. Sia la mancanza di una tutela per il diritto d’autore che la scarsa fedeltà da parte dei traduttori saranno due componenti che finiranno per nuocere all’autore, soprattutto dal punto di vista economico.

Lo stesso Manzoni in una lettera a Giacomo Beccaria scritta nel 1839 esprimerà tutto il suo rammarico per la situazione “ Della prima edizione posso credere siano state fatte quaranta edizioni, delle quali una da me, di mille esemplari; le altre posso credere che abbiano sommato a 5900; il che vuol dire ch’io non ho avuto che la sessantesima parte dei compratori”, senza contare il danno di carattere intellettuale dovuto alla presenza sul mercato di ristampe di bassa qualità e sottoposte a rimaneggiamenti.

Per dieci anni Manzoni lavorerà a rendere il suo romanzo in una lingua “viva e vera” e a lavorare a quella “risciacquatura” che lo aveva portato a Firenze per iniziare il suo lavoro di revisione linguistica a contatto con gli esponenti della cultura dell’epoca al Gabinetto Vieusseux. Tra il 1840 e il 1842 sarà Manzoni stesso a dare alle stampe la versione definitiva dei “Promessi Sposi” detta “quarantana”, una decisione presa per evitare le contraffazioni della precedente versione. Il romanzo uscirà a fascicoli, 108 in tutto, e sarà tirato in 10.000 copie, il costo di questa operazione sarà per l’autore di 80.000 lire milanesi.

Non è tutto. Alessandro Manzoni che ben conosce le pubblicazioni degli altri paesi europei decide di illustrare il suo romanzo e affida il compito a Francesco Gonin: è il primo romanzo italiano illustrato. Purtroppo a causa del costo troppo elevato solo la metà della tiratura sarà venduta e la versione che l’ aveva preceduta, la “ventisettana” continuerà ad essere ristampata  e diffusa in tutto il mondo.

 

 

 

 

 

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