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Estorick Collection, nel cuore di Londra un tempio per il Futurismo

Sarà durante la sua luna di miele in Svizzera, nel 1947, che Eric Estoric scoprirà libro di Umberto Boccioni “Pittura Scultura Futurista” del 1914, un fatto questo  che segnerà l’inizio della sua passione per l’arte italiana e che lo portò poi  a Milano nello studio di Mario Sironi dove acquistò molti disegni e dipinti. Inizierà così per il sociologo americano ( 1913-1993) una grande passione, prima collezionistica e poi anche commerciale, fu art dealer,  per l’arte italiana che oggi è documentata nella Estorick Collection of Italian Modern Art, un museo nel borgo di Islington a Londra che raccoglie importanti opere d’arte di artisti italiani della prima metà del XX secolo, l’unico museo in tutto il Regno Unito dedicato interamente all’arte moderna italiana.

Con gli anni la collezioni diventò sempre più importante, la coppia più volte venne in Italia tra la fine degli anni’40 e degli anni ’50 entrando in contatto con i maggiori artisti dell’epoca compreso Massimo Campigli e Zoran Music. La loro collezione prese forma tra il 1953 e il 1958 e venne esposta in esposizioni pubbliche tra il 1954 e il 1960 sia in Inghilterra che fuori come quella alla Tate Gallery nel 1956. Nel 1994 la collezione Estorick è stata trasferita nella casa in stile georgiano del XVIII secolo che è gestita dalla Estorick Foundation e che di recente è stata ristrutturata e riaperta al pubblico.

Un ruolo importante, quello della Estorick Collection, per far conoscere l’arte italiana delle avanguardie del primo Novecento e dei più importanti artisti del Secondo dopoguerra al pubblico britannico, essendo l’unica collezione museale in Gran Bretagna di arte italiana del periodo 1890 fino agli anni ’50 e che include in particolare opere dei protagonisti del Futurismo come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Gino Severini.

Tra i capolavori che la collezione conserva troviamo . “La mano del violinista” di Giacomo Balla, “ L’Idolo Moderno” di Umberto Boccioni e sempre di Boccioni alcune importanti opere grafiche come “ Studio per la scultura Vuoti e pieni astratti di una testa ( Voglio dare il prolungamento degli oggetti nello spazio” del 1912, un disegno che dimostra la capacità dell’artista di pensare plasticamente anche nella grafica e che è stata esposta a Firenze  agli Uffizi in occasione della mostra “ Scoperte e massacri. Ardengo Soffici e le avanguardie a Firenze” insieme a “Gli addii. Studio per gli stati d’animo”, un inchiostro e acquarello nero su carta che si rifanno al trittico degli “Stati d’animo”  di Boccioni che venne esposto a Firenze per la mostra futurista di “Lacerba”.

Oltre alla collezione permanente la Estorick Collection ogni anno organizza alcune mostre temporanee che sono di approfondimento per tematiche ed artisti conservati e fino al 25 giugno ospita una grande mostra dedicata a Giacomo Balla, dal titolo “ Giacomo Balla. Designing the future, in tutto 116 opere provenienti dalla collezione della stilista italiana Laura Biagiotti e del marito Gianni Cigna, una delle collezioni più importanti al mondo di Balla, curata da Fabio Bensi.

 

 

 

 

 

 

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