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E’ del Beato Angelico la prima “Sacra Conversazione” del Rinascimento italiano al Museo San Marco

Per gli studiosi si tratterebbe della prima Sacra Conversazione in stile rinascimentale, per la forma e e la scena ritratta e a dipingerla fu l’Angelicus Pictor, il Beato Angelico, nel 1434. La celebre Pala di Annalena, la tavola che raffigura la Madonna in trono col Bambino tra i santi Pietro martire, Cosma, Damiano, Giovanni evangelista, Lorenzo e Francesco con le storie nella predella, racchiude la scena nel formato quadrato con le figure disposte a semicerchio, è l’ esempio di una nuova concezione dello spazio dipinto che accoglie le indicazioni di Filippo Brunelleschi che per ornare gli altari della chiesa di San Lorenzo aveva chiesto dipinti di forma quadrata e dal contorno liscio, senza i pinnacoli gotici.

L’opera, considerata una delle più importanti del Beato Angelico, è in mostra al Museo di San Marco a Firenze ed esposta al pubblico dal 2016 dopo l’intervento di restauro a causa dei danni subiti in occasione della violenta tromba d’aria che colpì la città di Firenze e il museo il 14 settembre del 2014.

Proveniente dal convento, oggi scomparso, di San Vincenzo di Annalena, l’opera, secondo  di recenti studi, potrebbe essere stata in origine nella Chiesa di San Lorenzo e realizzata su commissione di Cosimo de’ Medici, tra il 1434 e il 1435, per la cappella di famiglia dedicata ai Santi Cosma e Damiano. Nella predella infatti vengono raffigurate le storie del martirio dei due santi medicei e in quell’anno il Brunelleschi aveva indicato il formato quadrato, come già sottolineato, inoltre il trasferimento della Pala nel convento di Annalena, fondato solo nel 1455 potrebbe spiegarsi con le modifiche, avvenute nella cappella di San Lorenzo nel 1461.

La Tavola è una delle opere di maggior pregio conservate nel Museo di San Marco che offre una grande documentazione della produzione dell’artista rinascimentale, come gli affreschi delle celle del convento e le numerose tavole e pale conservate.

Fondato nel 1436 e realizzato su progetto dell’architetto Michelozzo, il convento ebbe un ruolo importante nella vita religiosa e culturale della città con la presenza di Fra’ Savonarola di cui sono in mostra lo stendardo processionale con il Crocifisso, anch’esso attribuito al Beato Angelico, il Crocifisso ligneo, una cappa, due cilici ed altre reliquie esposte nella cella del frate. In fondo al Corridoio dei Novizi, al primo piano dove si trovano i Dormitori dei frati, disposti su tre corridoi che circondano il chiostro del Convento di San Marco, si trovano infatti  i tre ambienti che vennero usati da Fra’ Girolamo Savonarola come oratorio, studiolo e cella, dove si trovano esposti affreschi staccati, il monumento a Girolamo Savonarola scolpito da Giovanni Duprè e gli oggetti a lui appartenuti.

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