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I disegni più belli dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, la scuola toscana – I parte

Ad aprire la galleria dei Disegni più Belli selezionati all’interno dello straordinario giacimento rappresentato dalla collezione fiorentina del Gabinetto Disegni e Stampe conservato presso le Gallerie degli Uffizi ed esponente della scuola toscana  è Tommaso d’Antonio Finiguerra detto Maso Finiguerra ( 1426-1464) disegnatore, niellatore, era figlio di un orafo, e grande incisore. Non sorprende che lo stesso Giorgio Vasari gli abbia attribuito l’invenzione del procedimento calcografico. Dell’artista è stato scelto il disegno che raffigura un “Giovane con berretto seduto su uno sgabello in atto di leggere un libro”, una scena tratta dalla quotidianità che l’artista restituisce con estremo realismo.

Come osserva la curatrice dell’opera Cristina Casoli “ …si avvertono in questi fogli attribuiti a Finiguerra le nuove aperture culturali dell’Umanesimo, con una sensibile attenzione ai modelli della tradizione antica e alla riproduzione “dal naturale”, aspetti che occuperanno un ruolo di primo piano per tutto il secolo successivo. Nei suoi garzoni in abiti contemporanei fissati negli atti più diversi, per quanto ancora modelli, emerge una verità prima impensabile”.

Antonio di Iacopo Benci detto il Pollaiolo ( 1431-1498), chiamato così per il lavoro del padre, è l’artista che segue e che lavorò nella bottega del Finiguerra dove perfezionò l’arte del disegno in particolare quale momento di ideazione per oggetti di oreficeria, cere, smalti, parati tessili ed altro, così come ci riporta il Vasari. In particolare il Pollaiolo nei suoi fogli, come in “ Eva con Caino e Abele”, utilizza una linea di contorno espressiva e talvolta “funzionale” alla resa del movimento oppure orientata a limitare corpi solidi.

E’ in questo periodo che si diffonde l’uso della punta di metallo con la quale l’artista tracciava il disegno, punte di piombo, d’argento o piombo con le quali venivano lasciate sulle carte tracce nitide e compatte. E’ con questa tecnica che viene delineata la Madonna col Bambino e due angeli, raro foglio di Filippo Lippi ( 1406-1469) legato alla tavola della Madonna col Bambino conservata agli Uffizi.

In questo disegno prevale il pittoricismo accresciuto dai punti luce ottenuti con la biacca stesi su una carta preparata con il colore giallo ocra. Una raffinata tecnica luministica, che ha i suoi precedenti nelle opere del Beato Angelico e che sarà lasciata in eredità a una nutrita schiera di pittori che seguiranno.

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