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Boccioni, record mondiale per un dipinto del 1912 battuto da Sotheby’s per 9.070.100 sterline

Ha fatto molto scalpore nei giorni scorsi la cifra record a cui è arrivato un capolavoro del futurismo, un dipinto di Umberto Boccioni del 1912 dal titolo “ Testa + luce + ambiente” che è stato battuto da Sotheby’s a Londra il 28 febbraio in occasione della Impressionist e Modern Art Evening Sale che, da una stima di 5.500.00 / 7.500.000 sterline, ha quasi raddoppiato il suo valore finale ed è stato aggiudicato per  9.070.100 sterline, equivalenti di 10.314.544 Euro, a un collezionista statunitense. Nuovo record quindi per uno dei fondatori del movimento futurista nel mercato dell’arte internazionale, l’ultimo era stato per “Studio per foot-baller”, una tecnica mista e disegno del 1913 che fu venduto nel 2007 da Christie’s per 1.866.950 Euro.

Del resto, per un collezionista privato, questa è stata una possibilità a dir poco unica, è molto raro infatti che le opere di Umberto Boccioni, in particolare dipinti, appaiano nei cataloghi delle aste di tutto il mondo, senza contare il fatto che la maggior parte delle sue opere sono conservate nei grandi musei come il MOMA di New York e il Museo del Novecento di Milano.

Ma in questo caso ci troviamo davanti a un’opera storica che vanta un curriculum eccezionale. Ad iniziare dalla sua prima esposizione. Era infatti l’opera n. 5 nel catalogo dell’Esposizione Futurista di Lacerba che ebbe luogo a Firenze alla Galleria Gonnelli tra la fine del 1913 e l’inizio del 1914, per poi approdare alle altre mostre di Pittura futurista che si tennero a Roma e Napoli nel 1914  e sempre  nel 1914 il suo primo possessore,   lo scrittore e sceneggiatore futurista Bruno Corradini.

Sono appena trascorsi tre mesi dalla prematura morte del grande artista italiano e il 28 dicembre del 1916 a Milano a Palazzo Cova, alla Galleria Centrale d’Arte, viene inaugurata la più grande esposizione di opere di Boccioni, quasi 350, mostra che possiamo considerare anche prima grande retrospettiva, nel catalogo compaiono suoi scritti e la prefazione di Marinetti e anche il dipinto battuto da Sotheby’s, un olio delle dimensioni  di cm. 60X60, fa parte dell’esposizione milanese.

Passiamo poi al 1959, in quell’anno è Margherita Sarfatti ad entrare in possesso del quadro che comparirà nella mostra “Il Futurismo” a Palazzo Barberini e in seguito, nel 1966, sarà esposto alla  Retrospettiva di Boccioni in occasione della 33° Biennale Internazionale di Venezia. Arriviamo al 1990 quando la Fondazione VAF acquisirà il dipinto  dai  discendenti della Collezione Sarfatti per arrivare fino all’ultimo passaggio di proprietà avvenuto nel 1998, da parte di colui che ne è stato l’ultimo proprietario prima dell’aggiudicazione straordinaria.

In “ Testa + luce + ambiente” Umberto Boccioni approfondisce il concetto di simultaneità al punto da rendere la scomposizione e l’espansione delle forme in assoluta fusione con lo spazio e la luce dell’ambiente circostante. “Si possono inoltre notare, nei nostri quadri, delle macchie, delle linee, delle zone di colore, che non corrispondono a nessuna realtà, ma, secondo una legge della nostra matematica interna, preparano musicalmente e aumentano l’emozione dello spettatore” come scrisse lo stesso Boccioni nel catalogo della mostra della 1° Esposizione di Pittura Futurista che si tenne a Parigi nel 1912 alla Galerie Bernheim.

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