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Il corpus leoanardiano nella collezione del Gabinetto Disegni e stampe della Galleria dell’Accademia di Venezia

Il Gabinetto Disegni e stampe della Galleria dell’Accademia di Venezia conserva una straordinaria raccolta di disegni di 3143 pezzi di eccezionale qualità e importanza e di grande varietà in grado di rappresentare compiutamente gli artisti delle diverse scuole sia italiane che straniere.

Il nucleo principale di circa 1500 fogli apparteneva a Giuseppe Bossi, letterato e pittore milanese di versatile ingegno già segretario dell’Accademia di Brera, alla sua morte, la raccolta di disegni venne messa all’asta ed acquistata dall’abate veneziano Luigi Celotti, collezionista e mercante d’arte. A causa di insolvenze nei pagamenti i disegni rimasero a Milano, sigillati presso i procuratori degli eredi. Fu Leopoldo Cicognara, presidente dell’Accademia veneziana a proporre al Governo Austriaco di assicurarla all’istituto di Venezia.

Nel 1822 dopo una serie di lunghe trattative e il sacrificio di opere pittoriche di grande valore, i disegni, raccolti in dodici grandi volumi venivano acquisiti dall’Accademia. Due anni dopo la raccolta veniva incrementata con un corpus di seicentodue disegni architettonici e vedute di Giacomo Quarenghi, fondo che proveniva dallo stesso figlio dell’artista. Negli anni seguenti altre acquisizioni incrementeranno la sezione veneta, nel 1910 sarà acquistato un volume di settantadue fogli con studi di bottega, dal Ricci al Diziani e nel 1920 un album di 144 disegni di Sebastiano Ricci di grande importanza per la conoscenza dell’artista, mentre il quaderno di studi del Canaletto, la più importante raccolta di schizzi documentari dell’artista fu donato nel 1949 da Guido Cagnola, infine nel 1994 il Ministero riusciva ad aggiudicarsi ben quattordici disegni di Giambattista Piazzetta della collezione Alverà che andavano ad arricchire il nucleo dell’artista già presente in collezione.

Di particolare importanza il nucleo dei disegni leoanardiani che si trovano qui conservati. Innanzi tutto il celebre “Uomo Vitruviano: studi di proporzioni del corpo umano secondo Vitruvio” il celebre foglio che celebra le proporzioni del corpo umano e che risale al  1490 circa quando Leonardo si trovava a Milano e si dedicava allo studio e alla misurazione delle varie parti del corpo umano in relazione tra loro e con l’insieme. Sotto il disegno infatti sta scritto “ Tanto apre l’omo nelle braccia quanto è la sua altezza” , così come teorizzato da Vitruvio secondo cui la figura dell’uomo si inscrive sia nel cerchio che ne quadrato affermandosi come modello di perfezione e di armonia, modello di riferimento per l’architettura rinascimentale a pianta centrale.

Leonardo però introduce nel disegno il movimento, anticipando le diverse posizioni degli arti, quasi in una visione cinetica del corpo umano che si muove nello spazio. Anche il disegno che raffigura la “Madonna con Bambino sant’Anna e l’agnello”, opera scelta per l’edizione di pregio Leonardo. I disegni più belli” datato 1501 è uno studio sul movimento e sulla disposizione delle figure del gruppo. La Vergine  che siede sulle ginocchia di Sant’Anna è raffigurata di spalle mentre tiene il bambino che si sporge per accarezzare l’agnello, Sant’Anna che da dietro accoglie l’intero gruppo di figure viene fissata in due fasi del  movimento. Ben diversa la soluzione adottata, una decina di anni dopo,  per il dipinto che oggi si trova al Louvre di Parigi dove più distesa è l’immagine del gruppo che trova nello sfondo delle rocce un appoggio sicuro all’abbraccio della Vergine verso il Bambino che gioca con l’agnello.

 

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