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L’antica arte del “temperatore” dell’oriuolo mechanico di Filippo di Ser Brunellesco Lippi a Scarperia

Un tempo spettava all’orologio con i suoi rintocchi segnalare ai cittadini i momenti della giornata e lo svolgersi delle attività, l’apertura la chiusura delle porte della città, l’inizio e il termine delle attività di mercato, le cadenze delle feste religiose e i lutti, le situazioni di allarme e di pericolo. Ed è per queste importanti funzioni che la Comunità di Scarperia acquistò intorno al 1445 per dodici fiorini d’oro, da Filippo di Ser Brunellesco Lippi un “oriuolo mechanico” che sarebbe resistito all’usura del tempo e dei terremoti per oltre cinque secoli, segnando la vita di venti generazioni mugellane, fino alla sua dismissione in seguito al terremoto del 1919.

Quello del Brunelleschi, che oggi si trova in esposizione nelle sale al primo piano di Palazzo dei Vicari, dove ha sede il Museo dei ferri taglienti,  tra la Sala della Cappella e quella del Vicario, è il più antico esemplare degli orologi a torre individuati sino ad oggi in Toscana e in Europa. Dall’anno della sua costruzione, il 1445, molti elementi meccanici originari sono stati sostituiti per usura o per danni subiti fino ad arrivare al 1751 in cui venne ridotto all’ora oltremontana. Dalla documentazione conservata presso l’Archivio Preunitario del Comune di Scarperia è possibile ripercorrere la storia dei guasti e delle riparazioni, anche se è indiscutibile il fatto che la sua sopravvivenza nei secoli è stata garantita grazie alla conoscenza tecnologica e ai  maestri coltellinai. Ma c’è una figura in particolare che si occupava a tempo pieno dell’orologio, è il “temperatore”. La manutenzione era affidata infatti a una persona specializzata che la comunità nominava e pagava annualmente, oltre ad occuparsi della carica, la registrazione di pesi e contrappesi che assicuravano il funzionamento regolare del meccanismo, al temperatore era affidato il controllo giornaliero dell’ora e di tutte le eventuali operazioni necessarie per mantenere il meccanismo in efficienza.

Una mostra allestita a Palazzo dei Vicari rende omaggio a questa figura e all’antico orologio attraverso ritrovamenti documentari provenienti dall’Archivio Storico Preunitario del Comune di Scarperia.Di poi con loro legittimo partito di voti sei tutti favorevoli confermarono per temperatore dell’oriolo del loro oriolo per un anno a tutto febbraio 1770 cioè Agostino Savi con i soliti obblighi, carichi, pregi, emolumenti e salario di scudi 8u salvo approvazione”, è riportato in una Deliberazione e Stanziamenti del Consiglio generale del 18 gennaio 1769.

Ma le intemperie a cui il meccanismo era sottoposto e l’usura richiedevano interventi che potevano andare dalla semplice pulitura alla riparazione di parti meccaniche fino alla sostituzione di interi pezzi. In un documento del 20 settembre del 1682 a margine dello stanziamento di due scudi all’oriolaio si legge “ In 4° luogo da detto oriolaio fu rappresentato che la notte delli 11 suddetto della tempesta e impeto grande del vento fu rotto e gettato in terra di molti embrici e tegoli della torre ove è l’orologio sopra i ferramenti del quale essendo dato vari pezzi di detti materiali gl’ha torti e sconcertato di maniera che per ridurlo nel pristino stato li convien durare gran fatica e fare di molta spesa, domandava pertanto qualche onesto stanziamento per sua recognizione…”. Furono tre i voti favorevoli allo stanziamento di due scudi per far fronte alle nuove necessità causate dal maltempo a fronte dei due contrari. E ancora è del 5 marzo 1530 l’atto che affida la carica di temperatore dell’Oriolo a Antonio di Bastiano da Scarperia “Item simili modo servatis servandis li prefati sindachi come di sopra ragunati per loro partito vinto per fave 5 nere pro lui una sola bianca pro lui confirmato intemperatore delloriolo con solo obryghi convenuti Antonio di Bastiano da Scarperia ”. L’ultimo a ricoprire l’importante incarico, di cui si apprende  notizia nei documenti giunti sino a noi sarà Antonio Frascati nel 1863.

Orologio da torre di Brunelleschi a Palazzo dei Vicari – Scarperia

 

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