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Michelangelo, Carrara, Marmo, domani si inaugura il CARMI museo del genio Rinascimentale

E’ la prima volta che un museo viene dedicato al rapporto di un artista con il suo territorio e la materia che lo ha reso celebre, il marmo. Domani a Carrara sarà inaugurato un complesso museale dedicato alla figura di Michelangelo, icona del Rinascimento e punto di riferimento per lo sviluppo della cultura figurativa e architettonica dal Cinquecento ad oggi. Il suo nome è CARMI, Museo Carrara e Michelangelo e la sua sede sarà Villa Fabbricotti, l’edificio ottocentesco all’interno del Parco della Padula a Carrara.

Michelangelo, Carrara e il marmo.: sono questi i tre protagonisti che costituiscono il trait d’union delle sei sale tematiche poste al piano nobile in un percorso che attraverso riproduzioni quali il Mosè in scala 1:1, ologrammi come quello del David che prende vita in una stanza, video, fotografie, stampe, fac-simili e documenti storici, pone in evidenza il profondo legame di Michelangelo con la città e il marmo, suo materiale d’elezione.

Un legame che, nato con il primo viaggio a Carrara compiuto ventiduenne nell’autunno del 1497, verrà interrotto bruscamente soltanto nel marzo 1518, con il trasferimento forzato a Seravezza imposto da papa Leone X per dare avvio alle nuove cave dell’Opera di Santa Maria del Fiore nel Capitanato di Pietrasanta, meno gradite a Michelangelo, che per circa due anni avrebbe impegnato le proprie energie cercando di “domesticare i monti e ammaestrare gli uomini“.

Queste fondamentali implicazioni biografiche e professionali, testimoniate anche dalla carta geografica di grande interesse che dà conto dei diversi viaggi di Michelangelo alle cave carraresi, vengono declinate nelle sale secondo le discipline del celebre ‘paragone delle arti’, pittura, scultura e architettura. Tra tutte le arti praticate dall’artista la scultura rimane la prediletta e il percorso espositivo si innerva sulla figura di un Michelangelo scultore-architetto che, pur padroneggiando in modo eccelso la pittura, ne contempla comunque lo strettissimo legame di influenza e derivazione dall’arte scultorea.

A testimonianza di ciò, i video proiettati sulle Pietà e i celebri contributi di Giacomo Manzù, Carlo Ludovico Ragghianti, Luigi Moretti e Michelangelo Antonioni, che sottolineano ancora una volta la portata dell’eredità artistica e culturale di Michelangelo, quasi una vera e propria venerazione da parte degli artisti del XX secolo, insieme alla profonda attenzione che la critica d’arte più raffinata e innovativa ha riservato all’artista.

Il progetto della mostra permanente è stato preparato e realizzato da Associazione MetaMorfosi, con la collaborazione scientifica di Casa Buonarroti, che ha incaricato della curatela la prof.ssa Emanuela Ferretti dell’Università di Firenze. Ad essa si è successivamente aggiunto, in qualità di co-curatore, il prof. Davide Turrini dell’Università di Ferrara. L’architetto Giuliano Macchia, curatore degli allestimenti di MetaMorfosi, ha seguito la parte relativa alla progettazione dell’allestimento museografico di cui fanno parte anche alcuni importanti prestiti gentilmente accordati dalla Provincia di Massa Carrara, dall’Accademia di Belle Arti di Carrara e dall’Archivio di Stato di Massa.

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