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Leonardo da Vinci. La viola organista progettata nel Codice Atlantico nel concerto di Slawomir Zubrzycki a Treviso

La viola organista progettata da Leonardo da Vinci  sarà la protagonista, venerdì 1 febbraio alle ore 21 nella chiesa di San Teonisto di Treviso, del prossimo concerto della nuova stagione dedicata alla musica antica, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e dall’associazione almamusica433, con la direzione artistica del maestro Stefano Trevisi, e con il patrocinio della Città di Treviso, e dedicata a una riflessione sul rapporto tra la musica e la scienza speculativa, nel cinquecentenario della morte di Leonardo.
Il concerto in programma  
…principia dai sentimenti, sarà un viaggio nel suono pensato dal maestro del Rinascimento, accompagnati dal musicista polacco Slawomir Zubrzycki che ha costruito uno strumento musicale progettato da Leonardo nel Codice Atlantico: la viola organista, con l’aspetto di un pianoforte e il suono di una viola.
La 
mattina di sabato 2 febbraio il musicista incontrerà gli studenti per una conferenza aperta anche al pubblico in cui racconterà le vicende della scoperta e della successiva costruzione della viola organista.

È nel 2009 che Zubrzycki, pianista, claviolinista, compositore e costruttore di strumenti musicali, scopre una vera rarità: lo strumento a tastiera/arco disegnato da Leonardo, che era praticamente sconosciuto e dimenticato. Tra il 2009 e il 2012 Zubrzycki crea la propria versione del modello di da Vinci, attingendo anche da altri strumenti risalenti al periodo compreso tra il 1575 e il 1625. Con tutta probabilità Leonardo inventò questo strumento osservando lo sviluppo della musica strumentale. Interessandosi anche di musica, voleva presumibilmente creare uno strumento universale o magari perfetto, in grado di unire le qualità sonore della viola (da gamba o da braccio) con la capacità della tastiera di produrre una tessitura polifonica. Tale creazione avrebbe prodotto un suono continuo come l’organo, ma con la possibilità di modulare sonorità e dinamiche e di creare l’effetto vibrato come gli strumenti a corde. Un simile strumento, con una scala estesa, avrebbe potuto sostituire l’intera sezione a corda, ma Leonardo non lo costruì mai.

L’idea di Leonardo si basava su una forma primordiale di ghironda, strumento popolare tra il XII e il XIII secolo. Ma l’aspetto fondamentale nella progettazione della viola organista, che la distingue dalla ghironda, è il meccanismo a corda concepito da Leonardo. La viola organista funziona tirando le corde con l’ausilio di un meccanismo a tastiera e a corda verso una serie di archi a forma di ruota o un arco simile a una cinghia senza fine composta da crine di cavallo su cui è stata applicata della pece. Gli archi vengono azionati da un dispositivo collegato al pedale, che li mette in moto facendo vibrare le corde e producendo quindi il suono. Il meccanismo della tastiera è in grado di controllare dinamiche, articolazione e vibrazione, mentre la velocità di movimento degli archi aumenta ulteriormente le dinamiche modificando il colore del suono.

«Il primo strumento di questo tipo fu costruito nel 1575 a Norimberga da Hans Heiden» racconta Zubrzycki. «Presentava un arco simile a una cinghia senza fine e venne chiamato Geigenwerk. Heiden poté studiare l’idea di Leonardo? Probabilmente sì. Sappiamo che lo strumento di Heiden arrivò nelle mani del compositore italiano Orlando di Lasso che era maestro di cappella presso la corte del Principe di Monaco, dove un altro italiano, anche lui toscano come Leonardo, il compositore e teorico di musica Vincenzo Galilei (padre di Galileo), ebbe l’opportunità di suonarlo. Vincenzo Galilei menziona brevemente questo strumento e, soprattutto, un modello precedente di origine italiana. Successivamente, Heiden costruì una versione perfezionata dello strumento, probabilmente a seguito dei commenti dei compositori, dotata di archi a forma di ruota e di un meccanismo a corde molto simile, e ugualmente ingegnoso, a quello mostrato nei disegni di Leonardo. La descrizione dello strumento di Heiden, che ne delineava anche le caratteristiche del suono e le proprietà musicali, venne pubblicata nel 1618 all’interno dell’opera di Michael Praetorius, Syntagma Musicum

Questo non fu comunque l’unico strumento a essere stato costruito. L’idea descritta da Praetorius fu d’ispirazione per altri costruttori. È interessante notare come tutti i costruttori, quali Raymundo Truchado (Spagna), Rutgerus Plenius (Inghilterra), Johann Hohlfeld (Germania), Traugott Wasianski (Prussia), Hermann Lichtenthal (Belgio), Jan Jarmusiewicz (Polonia) e altri che contribuirono successivamente alla storia di questo strumento, considerarono i propri modelli come invenzioni originali, dando loro diversi nomi: Geigenwerk, Clavier-gamba, Lyrichord, Bogenklavier, piano-viol, clavioline e molti altri. La stessa idea veniva ripresa di volta in volta in varie località europee, ma in ogni occasione si trattava di un ritorno di breve durata.
Perché la maggior parte di questi strumenti è stata dimenticata? Perché un’idea realizzabile, nonostante i vari tentativi, non è mai stata accettata dai circoli musicali? Molto probabilmente queste domande resteranno per sempre senza risposta».


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