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Una stilografica in lava basaltica dell’Etna dedicata a Pirandello

Se guardiamo alla storia della penna stilografica sono moltissimi i materiali utilizzati per la sua fabbricazione. Nell’epoca d’oro che la vede affermarsi quale strumento indispensabile per la scrittura, ovvero prima della nascita della penna biro, la partita si gioca proprio sull’uso dei materiali che sono in grado di soddisfare sia le esigenze tecniche dettate dallo strumento che quelle estetiche in grado di attirare  una fetta sempre più ampia di clientela.

E’ con l’ebanite che nasce la penna stilografica, una gomma naturale indurita con lo zolfo che permette una buona lavorabilità ed è impermeabile, requisito indispensabile per il corpo che contiene il serbatoio. Le penne in questo materiale spesso sono coperte da una “camicia”, un rivestimento in metallo, d’argento o d’oro, massiccio o laminato, a proteggerla dargli urti.

L’uso massiccio dell’ebanite sarà superato dall’avvento della celluloide, autentica regina incontrastata tra le due guerre, la miscela di cellulosa trattata prima con acido nitrico e poi con canfora alcolizzata è più elastica, leggera e lavorabile dell’ebanite, infrangibile anche se questo materiale è fortemente instabile e facilmente infiammabile.

A queste due grandi tipologie di materiali vanno aggiunte la galalite, ottenuta dal latte cagliato e indurita con formaldeide e la bachelite, resina fenolica a cui si aggiungono farina di legno o polvere di minerali per renderla più resistente, per far poi spazio dal dopoguerra in poi alle resine termoplastiche.

Tuttavia la sperimentazione nell’uso di nuovi materiali per la fabbrica delle stilografiche non si è fermata, anzi, le case costruttrici oggi fanno a gara a proporre sempre nuovi modelli con caratteristiche innovative che non assolvono esclusivamente il versante estetico ma soprattutto quello funzionale.

E’ il caso della stilografica limited edition dedicata al premio Nobel “Luigi Pirandello” per la cui fabbricazione è stato utilizzato uno dei materiali più antichi presenti in natura, ovvero la Lava dell’Etna che per la prima volta viene impiegato per uno strumento di scrittura.

E’ di oltre il 50% è la percentuale di lava basaltica che è stata combinata con altri componenti e  che secondo formule brevettate e segrete ha dato origine a un materiale dalle proprietà straordinarie che possono essere sintetizzare come segue : virtualmente infrangibile e con una grande capacità di assorbire gli urti, ignifuga, igroscopica e con un feeling pastoso al contatto. Tutti elementi che ne fanno uno strumento altamente innovativo nel campo della scrittura.

A questo si aggiungono gli elementi di personalizzazione in argento, l’anello che cita una delle più importanti opere di Pirandello “Uno, nessuno, centomila”, mentre sulla penna è stato montato un esclusivo pennino Palladio 23 Kt 920 Dreamtouch, che consente una  scrittura agevole e senza eccessiva pressione.

Scrivere sarà veramente un’esperienza unica, fino ad oggi mai immaginata !

 

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