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Lo Zibaldone di Gino Severini pubblicato nel libro “Paniere di gloria – Lo ‘zibaldone futurista”

Il prezioso ‘zibaldone’ del pittore cortonese Gino Severini (Cortona 1883 – Parigi 1966) viene pubblicato per la prima volta nel volume “Paniere di gloria – Lo ‘zibaldone futurista’ di Gino Severini” a cura di Piero Pacini, appassionato studioso di Gino Severini che ha consentito la realizzazione del progetto sostenuto da Fondazione CR Firenze. Il volume sarà presentato giovedì 13 dicembre, alle ore 17.30, alla Fondazione Biblioteche Cassa Risparmio Firenze (in via Bufalini 6) dal Direttore della Commissione Tecnica Arte e senior advisor Fondazione CR Firenze Carlo Sisi, dalla storica dell’arte contemporanea Ester Coen, dalla Responsabile Archivi Storici Mart di Rovereto Paola Pettenella e dal curatore del volume Piero Pacini. Per informazioni e prenotazioni  https://www.eventbrite.it/e/biglietti-paniere-della-gloria-lo-zibaldone-futurista-di-gino-severini-53179800214

Lo ‘zibaldone futurista’ rappresenta la cronaca degli anni d’avanguardia affidata alla sequenza di articoli giornalistici che, dal 1905 al 1913, scandiscono gli eventi della stagione futurista vissuta dal pittore tra Roma, Parigi, Londra e Berlino. A conservarlo nella sua ricchissima biblioteca-archivio è stato lo stesso curatore Piero Pacini, instancabile indagatore del Novecento. Un’importante fonte documentaria che contribuisce ad approfondire e ad indagare l’arte del secolo breve. La volontà di salvaguardare e promuovere tutti gli aspetti del patrimonio culturale, in special modo riguardante fatti e protagonisti della civiltà toscana, si era già rivolta nel 2008 allo Zibaldone di Telemaco Signorini, un’impresa editoriale che l’allora Ente Cassa di Risparmio aveva affrontato per favorire la conoscenza di un caposaldo dell’estetica macchiaiola conservato nella Galleria d’ Arte Moderna di Palazzo Pitti, vale a dire la raccolta di scritti e ritagli giornalistici che il pittore più eccentrico del Caffè Michelangiolo aveva riunito in un volume indispensabile agli studi ma anche leggibile come una sorta di romanzo autobiografico.

Questo di Severini – racconta Carlo Sisi nella prefazione del libro – con il suo patrimonio di informazioni sull’esperienza internazionale dell’artista, viene ora reso pubblico e affidato alla guida attenta di Piero Pacini che fornisce un viatico alla consultazione con indici analitici e una prefazione che scioglie il suo debito d’amicizia e gratitudine verso Jeanne Severini, colei cui si deve la ‘tradizione’ dei documenti severiniani in nome della salvaguardia di un valore che garantisce la continuità della storia: “Heuresement – scriveva la signora accompagnando il dono – nous avons des souvenirs!”..

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