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Tradizione e innovazione per il programma delle mostre per il 2019 agli Uffizi , da Cosimo I a Tony Cragg con lo sguardo all’attualità

C’è un filo conduttore nel ricco programma delle mostre 2019 presentato ieri dalle Gallerie degli Uffizi dove storia e contemporaneità si fondono, senza dimenticare uno sguardo particolare all’universo femminile e ai fatti di cronaca, un panorama vasto di proposte dove ognuno, dal bambino allo studioso potrà trovare quella più adatta e dove l’impianto scientifico, al di là dell’intento celebrativo sarà assicurato. L’apprezzamento all’ampio programma presentato da Eike Schmidt direttore delle Gallerie degli Uffizi e dai curatori delle esposizioni è stato espresso anche da Antonio Paolucci “ Un grande ventaglio di mostre – ha detto l’ex Ministro per i Beni Culturali e già alla direzione della Galleria degli Uffizi – dai temi della colonna Traiana ai Carnevali Barocchi, fino alla gloria di Cosimo I celebrato nei suoi arazzi, questa serie di mostre esprimono il ruolo oggi di un grande museo, laboratorio di ricerca, studio e vetrina dei risultati raggiunti questo è quello che Schmidt sta facendo. Non deve mai mancare la sensibilità femminile e quella nei confronti degli artisti contemporanei, l’aggancio tematico ai fatti di cronaca , mi auguro che questo continui, non solo nel 2019 ma anche negli anni a venire”.

Le mostre degli Uffizi nel 2019 spaziano nei secoli e si aprono alla città e al mondo: il cinquecentenario della nascita di Cosimo I, nel 1519, celebra la figura del primo Granduca , colui che fece costruire gli Uffizi,  con un ‘trittico’ di rassegne  dedicate alla milizia medicea dei Lanzichenecchi, agli arazzi con le storie del governo del Granduca, alla prima scultura da lui commissionata per il giardino di Boboli e appena restaurata. Rimanendo nel ‘500, l’anno si chiuderà con l’esposizione dedicata alla figura di un grande intellettuale e intrigante del ‘500, Pietro Aretino, autore dei ‘Sonetti licenziosi’. A marzo, come consuetudine,  saranno celebrate le donne, contadine, operaie, imprenditrici, artiste, scrittrici e altro che verrannp raccontate nella mostra “Lessico femminile” attraverso opere che rivelano il loro ruolo nella società, dall’Ottocento al Novecento; e contemporaneamente la mostra personale di Kiki Smith, una figura di primo piano dell’arte e della cultura femminista di oggi.  Per la scultura: si va dalla grande stagione tardo barocca della scultura in bronzo, a quella dei maggiori nomi contemporanei in campo internazionale, Tony Cragg a Boboli e Anthony Gormley agli Uffizi, con molte opere inedite o create per l’occasione.

Si inizia l’8 gennaio con Animalia Fashion, un’incursione nel rapporto tra la moda dell’ultimo decennio e gli animali, tema allo stesso tempo divertente ma anche impegnato, in un momento in cui i cambi climatici e un calo d’interesse delle superpotenze per i problemi dell’ambiente mettono molte specie in pericolo. Con il carnevale 2019 si aprirà la mostra sulle feste e i carnevali barocchi, un’occasione per ammirare, in contesto, il grande dipinto di Johann Paul Schor, recentissimo, sensazionale acquisto degli Uffizi, raffigurante la festa organizzata dal Principe Borghese a Roma nel 1664. I tessili ebraici sacri e profani, antichi e moderni, intesi non solo come moda e design ma come veicolo di cultura oltre che di bellezza, saranno l’oggetto a giugno di una grande rassegna sotto le volte dell’Aula Magliabechiana. E sempre in estate, nella splendida Limonaia del Giardino di Boboli, si aprirà una mostra sulla colonna Traiana: archeologia e ingegneria si daranno la mano a illustrare uno dei grandi monumenti dell’antichità. Boboli, grande polmone verde cittadino, accoglierà nella sua frescura tutti coloro che vorranno svagarsi ma anche imparare. E ad agosto una mostra dal titolo suggestivo, “ I cieli in una stanza”, sui soffitti lignei del Rinascimento, ricorderà a un anno di distanza il crollo di quello di San Giuseppe dei Falegnami a Roma, unendo l’indagine scientifica all’attenzione verso i più scottanti problemi della tutela.

L’arte interpreta la storia, l’ambiente, ma sollecita altresì la nostra consapevolezza e il nostro impegno verso l’attualità: è in questa ottica che va considerato il piano degli Uffizi per il 2019. Poiché nel 1519 nasceva il Granduca Cosimo, e la sua milizia personale, i Lanzichenecchi, ha dato il nome a uno dei monumenti più importanti di Firenze – la Loggia dei Lanzi – è giusto riflettere sul ruolo che il sovrano e i suoi soldati hanno avuto nella cultura e nella memoria dei fiorentini. Ed inserire nella rassegna alcuni dei maggiori artisti di oggi, Kiki Smith, Anthony Gormley e Tony Cragg, offre l’opportunità di rinfrescare l’immagine un po’ oleografica, cristallizzata, di “culla del Rinascimento” per cui Firenze è nota nel mondo. “È nostro dovere celebrare le radici storiche e artistiche della città, metterne in evidenza i tesori” – ha commentato il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt – “ma non bisogna rimanere aggrappati all’idea ottocentesca del Rinascimento, dimenticando che nel Quattrocento e nel Cinquecento l’arte era rivoluzionaria e anche ‘giovane’, che il Masaccio dipinge la Cappella Brancacci quando aveva 25 anni, Raffaello arriva a Firenze a 21, e Michelangelo finisce di scolpire il David che non ne aveva ancora 30. Tutti gli artisti del Rinascimento erano sperimentali, ma si ispiravano all’antico e lo rispettavano. A ben vedere lo stesso avviene per quelli viventi tutt’oggi, e non solo per quanto riguarda gli aspetti squisitamente stilistici, ma anche per l’arditezza delle sperimentazioni tecniche: per questo motivo la mostra sulla Colonna Traiana, che si aprirà a giugno nella Limonaia del Giardino di Boboli, sarà un’occasione di apprendimento oltre che celebrativa. Tradizione e innovazione devono andare a braccetto, bisogna aprirsi al nuovo, e il programma che gli Uffizi propongono per l’anno prossimo, si dirige a tutti: dal bambino allo scienziato, fino allo storico dell’arte dal palato più sofisticato”.

Qui troverete in dettaglio il programma delle mostre http://www.artielettere.it/uffizi-2019-un-anno-di-mostre-da-animalia-fashion-a-pietro-aretino-e-larte-del-rinascimento/

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