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La Cenerentola di Rossini al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino in occasione dei 150 anni dalla morte

Un mese da fiaba al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, la cui programmazione  propone, a partire dal 7 novembre (repliche 8, 9, 10, 11, 13 e 14 novembre) La Cenerentola, melodramma di Gioachino Rossini su libretto di Jacopo Ferretti, ispirato alla fiaba di Charles Perrault e scritta per il Teatro Valle di Roma, dove debuttò nel 1817. La regia, per questo nuovo allestimento del Maggio presentato in occasione del 150° anniversario dalla morte del compositore, è firmata da Manu Lalli e vede sul podio il maestro Giuseppe Grazioli dirigere l’Orchestra del Maggio, mentre tra gli interpreti ci saranno Teresa Iervolino chiamata ad interpretare Angelina, Diego Godoy nei panni di Don Ramiro, Christian Senn che interpreterà Dandini e ancora Ugo Guagliardo alias Alidoro e Luca Dall’Amico scelto per interpretare il diabolico Don Magnifico.

“Rossini si ispira liberamente alla fiaba di Charles Perrault, ma la plasma secondo i canoni del melodramma giocoso italiano per esprimere tutta la sua verve – spiega Cristiano Chiarot, sovrintendente del Maggio -. L’opera alla sua prima non ottenne un gran successo, che solo in seguito riuscì a conquistarsi fino a diventare una delle opere più eseguite di Rossini”. Il nuovo allestimento fiorentino di Manu Lalli, messo in scena per la prima sul palcoscenico del Teatro, guarda alla natura fiabesca dell’ispirazione rossiniana.
“Nella regia, non previste dal libretto, vi sono delle fate dei libri guidate da una fata piccola (bambina) – puntualizza la regista Manu Lalli -. La fata appare in alcuni punti dello spettacolo per guidare le vicende della protagonista con piccoli movimenti mimici di grande intensità poetica. È lei che insegnerà a Cenerentola che la bellezza non sta fuori ma dentro il cuore, che la vestirà per il ballo e che con la zucca la porterà a palazzo. È lei che guiderà il principe attraverso il temporale nella casa del barone, ed è lei che fin dall’inizio dell’opera, durante la sinfonia, apre lo spettacolo dando il via alla fiaba muovendo la bacchetta magica assieme al direttore”.

Il 17 novembre, è atteso sul podio il premio Oscar Nicola Piovani con La Pietà, composizione su libretto di Vincenzo Cerami che ripercorre la forma dello Stabat Mater classico, e che viene presentato a Firenze in prima esecuzione assoluta nella sua nuova versione. Sul palcoscenico del Teatro, diretti dal compositore romano, ci saranno Amii Stewart, il soprano Maria Rita Combattelli e Gigi Proietti, a cui è affidata la voce recitante. La Pietà canta, in versi liberi, il dolore archetipo della madre per la perdita del figlio, il dolore di Maria sotto la croce, citando a tratti i versi rituali di Jacopone da Todi, sia in traduzione moderna sia nell’originale latino. Protagoniste della rivisitazione di Piovani e Cerami sono due madri, ambedue affrante per la perdita del proprio figlio. La prima madre (Maria Rita Combattelli), in un Paese opulento e consumista, ha visto suo figlio ucciso dalla droga, da un’overdose, dall’abbondanza; vittima di una società smarrita nei miti sbagliati del benessere e nella perdita del sentimento della trascendenza. La seconda, che invece ha la voce soul di Amii Stewart, ha perso il figlio ucciso dalla carestia, dalla fame, dalla scarsità di un Paese dalla profonda Africa non ha risparmiato il ragazzino. ”Due madri, chine sul dolore, cercano conforto nel pianto “.

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