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Jan Janssen Bockelts, l’arte straordinaria per la misurazione del tempo

Le sue creazioni sono conservate nei più importanti musei di tutto il mondo, parliamo di Jan Janssen Bockelts  il Vecchio che possiamo considerare mente aurorale della storia dell’orologeria.

Vissuto all’inizio del secolo d’oro olandese, Jan Janssen Bockelts fu uno dei più geniali e riconosciuti costruttori d’orologi di un epoca in cui l’orologio , ben lungi dal rappresentare uno strumento di misura del tempo di qualche seppur minima diffusione, costituiva la quintessenza dello spirito artistico applicato al campo della meccanica finissima. I suoi capolavori , oggi  conservati presso  alcuni dei principali musei del mondo,  sono un distillato di capacità artistica e maestria artigianale.

Nato nel 1590, Jan Janssen Bockelts  era originario di Aachen,  Aquisgrana,  nella regione renana della Germania, ma sin dalla gioventù lavorò nella città di Haarlem nei Paesi Bassi dove si formò una famiglia e tirò su un’intera progenie di talentuosissimi orologiai, tra cui Jan Janssen il Minore e Matthys .

Secondo quanto riportato da un’antica cronaca olandese del Seicento, Jan Janssen il Vecchio partecipò nella veste di “specialista al seguito” a una delle più importanti battaglie della cosiddetta Guerra degli Ottant’anni, il conflitto che portò all’indipendenza completa dalla Spagna dei Paesi Bassi. Due copie fedeli del medesimo orologio Bockelts permisero infatti di sincronizzare l’attacco sferrato dai due tronconi dell’esercito di Guglielmo di Nassau contro le truppe spagnole.

Strumenti di misurazione del tempo sostanzialmente ispirati ai capolavori di Bockelts e di grandissima innovatività per l’epoca, furono peraltro adottati nella marineria olandese lungo il corso dei cent’anni successivi alla morte di Jan Janssen il Vecchio, durante il periodo di colonizzazione delle Indie orientali da parte dei Paesi Bassi.

Jan Jansen Bockelts fu inoltre il primo a costruire, nel 1630, un orologio medicale per la misurazione delle pulsazioni cardiache, che, in tutte le possibili varianti e con tutti gli arricchimenti suggeriti dalla intuizione dei maestri orologiai del Settecento e dell’Ottocento,  avrà grande diffusione, dando così vita a una dotazione indispensabile per i seguaci di Ippocrate.

 

 

 

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