Home / Giuseppe Verdi / Giuseppe Verdi e i primi passi nel mondo della musica del genio di Busseto

Giuseppe Verdi e i primi passi nel mondo della musica del genio di Busseto

Giuseppe Fortunino Francesco nasce a Le Roncole, poi divenuta Roncole Verdi, una frazione di Busseto nella bassa parmense, il 10 ottobre del 1813 da una famiglia contadina, il padre Carlo è oste, la madre Luigia Utini fa la filatrice,  Verdi destinato a dominare la scena del teatro musicale europeo del XIX secolo, resterà sempre legato alle sue origini e alla città di Parma che assurgerà a patria dei verdiani. Già in tenera età il giovane Verdi manifesterà una forte predisposizione per la musica e sarà grazie all’organista della Chiesa di Roncole, Pietro Baistrocchi che riceverà la sua prima educazione musicale, qui per alcuni anni sarà organista nella chiesa ma ben presto lascerà il paese natale per Busseto dove la sua formazione poté accrescersi.

Nel 1829 Giusppe Verdi fa domanda per ottenere il posto di organista nella chiesa parrocchiale  di San Giacomo di Soragna, sempre in  provincia di Parma, e il posto gli viene negato. I suoi studi musicali proseguono fino al 1831 anno in cui il commerciante  Antonio Barezzi mette a sua disposizione il pianoforte viennese e gli insegna la meccanica degli strumenti a fiato. Nel 1832 Giuseppe Verdi ottiene il passaporto del Ducato di Parma per andare a Milano e alla voce professione è scritto “studente di musica“, la motivazione dell’espatrio è per l’ammissione al Conservatorio. Purtroppo la sua richiesta verrà rifiutata, ha infatti già 18 anni, e il conservatorio non ha spazio per uno studente che non sia del Lombardo – Veneto, secondo il maestro di pianoforte, Antonio Angeleri le sue mani sarebbero male impostate senza possibilità di correggersi.

Verdi prosegue nella sua formazione e si perfeziona in tecnica contrappuntistica con il maestro Vincenzo Lavigna  e a Milano frequenta i teatri conoscendo in maniera diretta i loro repertori operistici. Sfumata la possibilità di diventare maestro della Cappella del Duomo di Monza fa ritorno a Busseto e nel 1836 diventa maestro di musica direttore della Società Filarmonica del paese. A Busseto oltre all’insegnamento inizia a scrivere la musica per Oberto, conte di San Bonifacio e tra il 1836 e il 1838 fa ritorno a Milano. Rappresentato a La Scala nel 1839, l’Oberto da il via alla stagione creatrice e grazie a un contratto per la composizione di altre opere vedranno la luce “Il finto Stanislao” -“Un giorno di regno” e “Il Nabucco“. Il nome che Verdi da alla sua terza opera è in realtà Nabucodonosor ma  è molto lungo e sulla locandina viene spezzato in due. Chi legge ricorda solo la prima parte, “Nabucco”,  sarà questo il titolo più diffuso e  a distanza di due anni quello ufficiale, dopo l’allestimento a Corfù nel 1844.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *