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Eleonora Duse. Quando la stilografica è Lady

Se guardiamo alla storia della penna stilografica, nel corso degli anni, accanto alla stilografica classica destinata ad un pubblico maschile, si sono via via affiancati altri modelli, quella per lo studente, definita junior, più piccola nelle dimensioni e meno rifinita e quella per signora, ancora più piccola ma con rifiniture diverse. Una fra tutte è il classico anellino posto sul cappuccio che spesso va a sostituire la clip e che veniva usato per “indossare” la penna che veniva unita a una catena o talvolta ingentilito da una nappina colorata.

Di particolare interesse collezionistico sono ad esempio, secondo la nomenclatura attribuita dai collezionisti americani, le “ Continental Overlays” che , prodotte negli anni ’20,  in Italia divennero una vera e propria moda. La stilografica semplice in ebanite infatti veniva letteralmente ricoperta da un rivestimento prezioso che ne faceva un oggetto di lusso dove l’abilità dell’artigiano poteva sbizzarrirsi nei decori riprodotti.

I rivestimenti erano fabbricati partendo da tubi di metallo e decorati seguendo due metodi, intagliati a macchina o lavorati secondo la tecnica repousée, che significa a sbalzo, in rilievo. Le lavorazioni a macchina praticate da aghi aguzzi o da lame affilate intagliavano motivi geometrici regolari nel metallo. Per le lavorazioni repousée, il tubo grezzo veniva premuto contro una matrice recante un’immagine tridimensionale, fino a che il motivo non rimaneva impresso nel metallo sottile del tubo. In questo modo la stilografica era leggera ma aumentava il suo volume.

Tra le più famose la stilografica conosciuta come “The Lovers” che mostra una coppia che si bacia in un giardino e “The Putties” in cui è rappresentata una fila di putti danzanti sul cappuccio e sul serbatoio, ambedue furono realizzate sul modello n. 42 della stilografica Waterman.

In età contemporanea le stilografiche dedicate al pubblico femminile si definiscono grazie a una sempre più ampia gamma cromatica che come ogni altro accessorio permette il loro utilizzo in abbinamento e a una sempre più attenta ricerca di esclusività attraverso decori ed elementi preziosi che vanno ad arricchire le semplici componenti di cui è fatta una stilografica.

Come nel caso della stilografica “Eleonora Duse”, una limited edition di soli 150 pezzi, che sulla veretta posta sul fusto ha incastonati degli Swarovski colore “Light Zaffir”, un raggio di luce che va ad impreziosire la penna dedicata a un grande personaggio femminile del Novecento italiano e che è stata prodotta proprio nel colore da lei prediletto, il blu che amava indossare e che i sarti dell’epoca, cercavano di riprodurre nelle sfumature da lei richieste.

 

 

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