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” Baldassarre Castiglione e Raffaello”, la vita di corte rivive in una mostra a Palazzo Ducale di Urbino

Urbino è il luogo che Raffaello non può dimenticare, è il luogo della sua infanzia, è il luogo di Piero della Francesca, è il luogo dei suoi amori, è il luogo della bellezza, dell’architettura, delle belle donne che lo porteranno alla dannazione. Bello e dannato. Io credo che ricordarlo voglia dire vedere in Raffaello il punto di arrivo di una vita compiuta. In soli 37 anni egli ha fatto quello che un altro uomo non avrebbe nemmeno in 100. Raffaello non è solo Rinascimento, è perfezione, è armonia, è l’arte che vince la natura“.  Così il grande storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi, nonchè ProSindaco di Urbino si esprime in merito alla mostra ” Baldassarre Castiglione e Raffaello. Volti e momenti della vita di corte” da lui curata, insieme a Elisabetta Soletti, allestita a Palazzo Ducale nelle Sale del Castellare e aperta al pubblico fino al 1° novembre.

La mostra rende omaggio alla figura di Baldassarre Castiglione, mantovano ma urbinate d’adozione, che con la sua opera il “Cortegiano“, tradotta nelle più importanti lingue dell’epoca, fornì il modello di comportamento per le corti europee a cui adeguarsi.  Intellettuale finissimo, Castiglione fu vicino ai grandi artisti, primo fra tutti Raffaello, ma anche agli scrittori, intellettuali, papi e regnanti, un uomo che sfuggì agli intrighi e che da abile politico seppe muoversi tra  le corti europee in maniera accorta e in un periodo storico molto complesso.

La mostra che attinge dalle sue Lettere, ricostruisce l’intera vicenda di questo personaggio ponendola nel contesto in cui visse e in relazione a figure centrali del suo periodo come Guidobaldo da Montefeltro Duca di Urbino, Papa Leone X de’ Medici, gli Sforza, i Gonzaga, Isabella d’Este ” prima donna del mondo”, l’imperatore Carlo V e artisti, Raffaello in primis, ma anche Leonardo, Tiziano, Giulio Romano, fini intellettuali come Pietro Bembo e studiosi come Luca Pacioli.

Articolata in sette sezioni, la mostra, che è integrata con soluzioni multimediali che integrano ed ampliano il racconto, si muove sul terreno delle opere d’arte, ma anche delle arti applicate come abiti per le feste, antiche edizioni e manoscritti. Una grande esposizione che trova il suo naturale complemento nel Palazzo Ducale dei Montefeltro e nell’intera città di Urbino, contenitori e contenuti di una esposizione che fa della corte urbinate uno dei suoi fondamentali punti di interesse.

 

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