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Boccioni, quando l’arte ispira un orologio da polso in tiratura limitata e numerata

Tubetti di colore, pennelli dalla punta finissima, l’immagine di un’opera d’arte da riprodurre e una lente d’ingrandimento. Se entrassimo di nascosto nel laboratorio di un miniatore sono questi gli strumenti essenziali al suo servizio, una tecnica molto antica che oggi rivive solo grazie a pochi artisti che hanno a Firenze la loro bottega dove tramandano le antiche tecniche di lavorazione.

E’ a loro che abbiamo pensato per dare un tocco artistico di unicità nella creazione dell’orologio da polso “Novecento” che sul suo quadrante riproduce “Dinamismo di una testa d’uomo”, il celebre dipinto di Umberto Boccioni realizzato nel 1914 e conservato presso il Museo del Novecento di Milano, la stessa immagine che è stata scelta per il francobollo commemorativo emesso da Poste Italiane in occasione dell’anniversario dei cento anni dalla morte dell’artista.

E’ nella superficie limitata, solo 34 mm.di diametro, del quadrante, che prende vita l’immagine del dipinto di Umberto Boccioni, le sottili pennellate ad olio fino a formare e a definire il volto dinamico, teorizzato, immaginato e dipinto da Umberto Boccioni e che adesso rivive sull’orologio da poso Novecento” in tiratura limitata di soli 49 esemplari.

Il Dinamismo, cioè la solidificazione dell’impressione senza amputare l’oggetto o isolarlo dal solo elemento che lo nutre: la vita, cioè il moto…In pittura l’oggetto non vive della sua realtà essenziale se non come resultante plastica tra oggetto e ambiente” così scriverà Umberto Boccioni nel suo testo teorico fondamentale Pittura Scultura Futuriste. Uno strumento per la misurazione del tempo come l’orologio da polso “Novecento” non poteva essere che la naturale prosecuzione di un progetto dedicato a uno dei protagonisti dell’arte di tutti i tempi.

Un orologio che è esso stesso un’opera d’arte. Nella superficie ridotta del quadrante abili artigiani fiorentini, maestri della miniatura, hanno riportato con un lavoro paziente e minuzioso di ore di lavoro, il volto dell’uomo ritratto da Boccioni nel 1914, tante piccole pennellate con l’ausilio della lente d’ingrandimento, gli stessi colori usati dall’artista, per arrivare a riprodurre fedelmente l’opera che sarà protagonista del nostro tempo.

Un tempo scandito da sottili lancette che non interferiscono affatto nella visione dell’ opera d’arte in miniatura che sarà per sempre con noi, racchiusa nel quadrante di Novecento.

Ogni pezzo è un’opera unica, frutto del lavoro di abili artisti miniatori delle botteghe fiorentine, ancora oggi in grado di portare ai più grandi livelli l’arte di tradurre in piccolo formato i capolavori dell’arte italiana. L’essenza del Novecento espressa dall’interpretazione artistica del dipinto  “Dinamismo di una testa d’uomounita alla tecnica dell’arte orologiaia che trova in Jan Janssen Bockelts il suo più grande esponente e padre fondatore. Vissuto all’inizio del secolo d’oro olandese, Jan Janssen Bockelts fu uno dei più geniali e riconosciuti costruttori d’orologi di un epoca in cui l’orologio, ben lungi dal rappresentare uno strumento di misura del tempo di qualche seppur minima diffusione, costituiva la quintessenza dello spirito artistico applicato al campo della meccanica finissima. I suoi capolavori, oggi conservati presso  alcuni dei principali musei del mondo come il British Museum  sono un distillato di capacità artistica e maestria artigianale che oggi rivive in edizioni limitate e di fattura pregiata.

 

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