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L’arte, dal Rinascimento al Barocco, incanta Vilnus, città legata a Firenze dal Medioevo

L’arte italiana incanta Vilnius, capitale della Lituania che quest’anno celebra il centenario dell’indipendenza, grazie ad una grande mostra inaugurata nei giorni scorsi dal titolo “Firenze tra Rinascimento e Barocco. Dalle collezioni d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e di Banca CR Firenze Spa”, mostra che ha ricevuto il vivo apprezzamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Presidente della Repubblica Lituana Dalia Grybanskaitè, durante una visita in anteprima alla quale erano presenti il Presidente della Fondazione CR Firenze Umberto Tombari e il Presidente di Banca CR Firenze Giuseppe Morbidelli.

Curata, per la parte scientifica, da studiosi italiani e lituani, Emanuele Barletti, Giovanni Matteo Guidetti e Daiva Mitrulevičiūtė, l’esposizione presenta quarantaquattro dipinti di cui trentadue della Fondazione CR Firenze, otto della Banca CR Firenze e quattro di altri prestatori: Comune di Grosseto, Diocesi di Firenze, Misericordia di Firenze e Collezione Gianfranco Luzzetti. Opere importanti tra cui spiccano grandi nomi dei maestri del passato, ad iniziare dal Beato Angelico presente con una tavola che raffigura un “Beato domenicano”, un affresco del Perugino “Compianto sul Cristo morto con Maria Maddalena e Nicodemo”, di Bicci di Lorenzo “ Incoronazione della Vergine tra angeli e santi” del 1419 circa, due dipinti di Giorgio Vasari , due tavola raffiguranti “San Donato” e “San Domenico”, “Giuditta e la fantesca nella tenda di Oloferne” di Francesco Furini. La mostra promossa e organizzata dal Museo Nazionale Il Palazzo dei Granduchi di Lituania sotto l’Alto Patronato dei Presidenti dei due Paesi è accompagnata da un ricco catalogo che approfondisce anche l’antico legame tra le due città, Firenze e Vilnius.

Risale infatti al Medioevo il legame tra Firenze e Vilnius, sin da quel periodo infatti le reliquie dei santi rappresentano un veicolo di alleanze politiche e di relazioni. E’ quello che accadde nella seconda metà del Seicento a Firenze, quando il Granduca Cosimo III prese contatti con il Vescovo di Vilnius Nicola Stefano Pazz per avere una reliquia di San Casimiro, patrono della Lituania, reliquia che riuscì ad ottenere dopo tre anni, il femore del Santo, e che venne collocata in un reliquiario realizzato dall’argentiere di corte Massimiliano Soldani Benzi,. L’opera viene conservata nel Museo delle Cappelle Medicee nella Basilica di San Lorenzo ma attualmente si trova in mostra nel Museo di Arte Sacra dell’Arcivescovado di Vilnius in occasione dell’esposizione “Capolavori della storia del culto di San Casimiro” che nei giorni scorsi è stata anch’essa visitata dal Presidente Mattarella e dalla Presidente Grybanskaitè e che a settembre vedrà la presenza di Papa Francesco in occasione del suo viaggio apostolico nei Paesi Baltici .

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