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La pittura europea di Antonio Leto in mostra alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo per Palermo Capitale della Cultura 2018

La Galleria d’Arte Moderna di Palermo ha appena inaugurato un’importante mostra dedicata alla figura di Antonio Leto, protagonista dell’arte siciliana dell’Ottocento, nato a Monreale nel 1844 e scomparso a Capri nel 1913, la cui opera ha avuto rilevanza europea così come Francesco Lojacono che lo aveva preceduto . I due pittori hanno avuto una vicenda analoga, entrambi affermatisi come interpreti di una straordinaria visione mediterranea del paesaggio, declinato in uno stile che si è confrontato, dai Macchiaioli agli Impressionisti, con i grandi movimenti moderni europei. Circa un centinaio di opere rendono omaggio all’artista siciliano, formatosi a Napoli dove si recò nel 1864 attratto dalla pittura di Giuseppe De Nittis e successivamente a Roma e in seguito, tra il 1876 e il 1878, a Firenze, qui collaborerà con la Galleria Pisani. Invitato dal mercante Goupil si trasferirà nel 1879 a Parigi, un passo decisivo per la sua affermazione nel mercato internazionale.

Tra i suoi maggiori mecenati figura la famiglia Florio,, un rapporto che viene ricostruito all’interno del percorso espositivo e che consente una lettura nuova per la mitica epoca della Palermo Liberty o modernista e che consente una riflessione sulla complessità attraverso alcuni capolavori come “La mattanza a Favignana” che rimanda alle pagine de I Malavoglia di Giuseppe Verga. Tra i capolavori in mostra “ I funari di Torre del Greco” presentato all’Esposizione Nazionale di Roma nel 1883 e acquisito poi dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, di quest’opera viene ricostruita la genesi attraverso gli studi preparatori oltre ad essere messa a confronto con un analogo dipinto di Gioacchino Toma. Viene ricostruita una parte della produzione presentata alle Biennali di Venezia, in particolare quelle del 1910 e del 1924 che lo consacrarono definitivamente a livello internazionale e lo inserirono nel circuito del collezionismo più prestigioso.

La sua fama in questo ambito è legata soprattutto a paesaggi con vedute di Capri e per la prima volta sarà presentato uno dei capolavori di Leto, Dietro la piccola marina a Capri, originariamente acquistato dal principe Costantino di Grecia alla IX Biennale di Venezia. Capri sarà il suo buen retiro, a partire dal 1890, con una scelta artistica e di vita condivisa con altri protagonisti della pittura moderna tra Otto e Novecento.  E’ qui che nel 1892 fonderà il “Circolo Artistico” di Capri, insieme ad Augusto Lovatti, Bernardo Hay ed altri artisti, che sceglieranno come sede delle loro mostre l’Hotel Quisisana. In quest’isola ispiratrice delle sue creazioni dove si consumerà l’ultima stagione della sua vita, Leto salderà una pittura più densa e corposa, a macchia, dai forti contrasti di ombre e luci, come si evince dalle opere Veduta dal giardino dall’Hotel Pagano e I Faraglioni a Capri, entrambe concesse dalla Galleria Ricci-Oddi di Piacenza, rendendo con il suo stile personale l’atmosfera e la luce uniche di quell’isola incantata che stava entrando nell’immaginario universale. Curata da Luisa Martorelli e Antonella Purpura, la mostra è promossa dal Comune di Palermo – Assessorato alla Cultura, dalla Galleria d’Arte Moderna E. Restivo, in occasione di Palermo Capitale della Cultura 2018. L’organizzazione è affidata a Civita. Il Catalogo è edito da Silvana Editoriale.

 

Foto :  Antonino Leto (Monreale, 1844 – Capri, 1913) La sciavica (Studio), 1887 ca. Olio su tela, 40 x 60 cm Palermo , Collezione privata, Courtesy Galleria Beatrice

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