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Giuseppe Verdi. Gli ultimi capolavori del genio di Busseto

Dopo la composizione dell’Aida seguirà la Messa di Requiem in memoria di Alessandro Manzoni la cui prima esecuzione avvenne a Milano nel 1874. Il musicista adorava l’autore del Promessi Sposi. Manzoni nell’adolescenza era stato anticlericale ma già a venticinque anni si era convertito al cattolicesimo, Verdi invece con il passare degli anni aveva cementato le sue convinzioni anticlericali e con ogni probabilità il loro punto di contatto era proprio nei Promessi Sposi. Alla morte dello scrittore nel 1873 Giuseppe Verdi decise di riprendere una sua vecchia idea di comporre un Requiem. Idea che era sopraggiunta alla morte di Rossini nel 1868 ma per la cui complessità, un gruppo di musicisti avrebbe dovuto musicare ognuno un brano, non riuscì ad arrivare in porto. La morte di Manzoni fu quindi per Verdi l’occasione per completare il suo progetto  che venne per la prima volta eseguita il 22 maggio del 1874 nella Chiesa di San Marco a Milano. Tra le cantanti due tra le voci predilette, a quel periodo, dal maestro, Teresa Stolz e Maria Waldmann.

Fu lo stesso Verdi a dirigere la prima ottenendo uno dei più grandi trionfi della sua carriera e che venne ripetuto in altre città italiane ed estere come Parigi, Vienna, Londra. Dal 1880 alo 1886 Verdi lavorerà alla stesura dell’Otello, uno dei più interessanti soggetti di Shakespeare, su testo di Arrigo Boito. Otello fu la prima opera di Verdi svincolata da ogni commissione e del suo drammaturgo preferito, libero così di esprimersi riuscì a dare una grande prova della sua maturità artistica e l’opera venne rappresentata con grande successo alla Scala il 5 febbraio del  1887 al punto che i commentatori chiamarono Milano “Otellopoli”, era l’ultima tragedia di Verdi ma senza dubbio la più inquietante e moderna.

Due anni dopo inizierà l’elaborazione dell’ultima grande opera, Il Falstaff su libretto di Arrigo Boito che sarà rappresentata a Milano nel 1893 mentre le ultime composizioni saranno alcuni pezzi di Musica sacra: Te Deum, Laudi alla Vergine, Stabat Mater che vennero eseguiti a Parigi nel 1898, composizioni tra le più alte della sua carriera.  Il 14 maggio del 1900 Giuseppe Verdi firmerà il suo testamento con il quale nominerà Maria Carrara Verdi, figlia adottiva, erede universale e tra i numerosi lasciti quello all’Ospedale di Villanova d’Arda e alla Casa di riposo per musicisti alla quale sono destinati tutti i diritti d’autore delle sue opere. Morì a Milano il 27 gennaio del 1901.

 

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