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Il Vangelo del Principe bambino, Il Codice Valois

Per la Biblioteca Casanatense di Roma l’edizione in facsimile del manoscritto Ms.2020 contenente il Vangelo di Francesco di Valois, delfino di Francia è stato un evento di grande importanza che ha unito l’intento divulgativo con la valorizzazione di un prezioso manufatto fino ad oggi non conosciuto quanto la regale provenienza imporrebbe. Entrato a far parte della Biblioteca Casanatense verso la fine del Settecento e conosciuto prima dello studio approfondito di cui è stato oggetto semplicemente come Evangelia totius anni, è un evangelistario di corte di provenienza francese e quasi sicuramente prodotto nell’atelier di Tours al quale amava rivolgersi la regina Claudia di Francia per la commissione di manoscritti dove era attivo colui che diventerà noto con il nome di Maître de Claude de France . I

l codice in questione venne realizzato per il primogenito in quanto a seguito della disfatta di Pavia, Francesco I fu costretto nel 1526  a mandare in ostaggio in Spagna i due figli maschi, il delfino Francesco e il cadetto Enrico, in cambio della propria libertà, il blasone infatti è ricorrente nell’ambito della decorazione. Il libro venne realizzato insieme a un manoscritto gemello, oggi conservato alla Biblioteca Nazionale di Madrid e a un terzo codice conservato a Chantilly. Si tratta di un autentico gioiello rinascimentale che conferma il raffinato gusto della regina Claudia tanto sono pregevoli e realistiche le miniature che lo illustrano e le cornici a decoro delle pagine miniate, tanto che alcune in epoca non conosciuta furono asportate e ne rimane una finestrella vuota a testimonianza.

Vallecchi per questo codice reale ha scelto il nome di Codice Valois e particolarmente curato e sontuoso è il cofanetto che lo custodisce, in velluto rosso con ricami in oro, insieme al commentario che contiene gli altrettanto preziosi studi condotti dalla d.ssa Isabella Ceccopieri conservatrice dei manoscritti della Biblioteca Casanatense e dalla d.ssa Giovanna Lazzi direttrice della Biblioteca Riccardiana.

 

 

 

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