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Alla scoperta del Louvre, il “Palazzo delle Muse” scrigno di incomparabili bellezze e di un patrimonio immenso

Le dichiarazioni di ammirazione nei confronti del Louvre, immenso “Palazzo delle Muse” sulla riva destra della Senna, non sono mancate, ieri come oggi, e meritatamente perché il Louvre è il Museo più importante di Francia e forse del mondo. Luogo magico ed incomparabile, una delle istituzioni culturali più apprezzabili per grandezza e bellezza del patrimonio conservato, eppure, per quanto noto e celebrato, tuttora in grado di svelarci nuove ed esclusive ricchezze.

Tra queste dobbiamo annoverare le opere conservate presso il Dipartimento di Arti Grafiche, uno degli otto dipartimenti che ordinano attualmente il museo, in grado di custodire da solo ben 183.500 delle circa 460.000 opere d’arte dell’intera collezione (35.000 circa in esposizione permanente). In particolare la sezione dedicata a Stampe e Disegni venne ampliata nel 1935 grazie alla donazione della collezione del barone Edmond James de Rothschild ( 1845-1934) che comprendeva più di 40.000 incisioni, quasi 3.000 disegni e 500 libri miniati. 

Davvero pochissime altre raccolte sono in grado di fornire un corpus di disegni paragonabile a quello offerto dal Louvre, per rilevanza storico-artistica ed intrinseca bellezza. Un patrimonio immenso di cultura e di tecnica.

I quarantotto capolavori che sono stati selezionati dalla D.ssa Cristina Casoli per l’opera “LOUVRE I Disegni più belli” e che saranno tra poco disponibili al pubblico degli appassionati bibliofili e collezionisti di edizioni di pregio rappresentano un’antologia ideale della produzione grafica di alcuni dei maggiori artisti europei dal Quattrocento all’Ottocento, da Giovanni Bellini ad Andrea Mantegna, da Raffaello a Correggio e Parmigianino, da Jean-Antoine Watteau a Jean Baptiste Siméon Chardin, Jacques-Louis David, Jean-Auguste-Dominique Ingres ed Eugène Delacroix, da Albrecht Dürer a Rubens e Rembrandt Harmensz van Rijn.

In un contesto caratterizzato dalla specificità, dalla rarità, dall’inaccessibilità di carte fragili antiche e moderne, pubblicazioni a stampa come la presente acquistano un valore aggiunto in quanto favoriscono la conoscenza di opere non visibili nei normali percorsi di visita dei musei, veri e propri “patrimoni sommersi” di straordinario valore.

Tra i capolavori riprodotti nella pregiata edizione a tiratura limitata di soli 199 esemplari ricordiamo alcuni esemplari provenienti dal raro Codice Vallardi, entrato al Louvre sotto la direzione di Frédéric Reiset nel 1856, e dal cosiddetto Album di disegni di Jacopo Bellini, opera di altissima qualità e dalle vicende avventurose.

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