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Stilografica da Collezione Michelangelo Buonarroti

  • Stilografica “Michelangelo Buonarroti ”
  • Casa produttrice: Visconti, special project per Firenze 1903
  • Tiratura: 50 esemplari numerati, la numerazione si trova sul fondello della stilografica.
  • Materiali: resina color avorio, argento
  • Finiture e decorazioni: minuterie in argento massiccio, incisioni sul fusto con la tecnica dello scrimshaw e sul cappuccio la firma di Michelangelo  in inchiostro nero
  • Clip: argento massiccio
  • Versione: stilografica con sistema di caricamento a doppio serbatoio  o Refill A40
  • Pennino: in Palladio
  • Garanzia: due anni

Scrimshaw è il nome dato alle incisioni e intagli eseguiti su ossa o avorio

Di solito questa tecnica si riferisce al lavoro manuale che i cacciatori di balene facevano con le ossa e i denti delle loro prede. Prende la forma di incisioni lavorate che creano immagini e scritte sulla superficie, con l’incisione evidenziata usando un pigmento colorato. L’utilizzo della tecnica dello scrimshaw apparve sulle navi baleniere tra il 1745 e il 1759 che solcavano l’Oceano Pacifico ed è sopravvissuta fino al divieto di caccia alle balene a fini commerciali. Il primo scrimshaw fu fatto con ami da pesca e il movimento della nave, così come l’abilità dell’artista, produceva disegni di diversi livelli per dettaglio e maestria. Gli artisti di oggi utilizzano utensili più accurati di varie dimensioni, prevalentemente derivanti dall’industria dentale. Alcuni “scrimshanders” utilizzano nei loro lavori più di un colore e gli esempi policromi prodotti con questa arte sono ora popolari.

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    Stilografica da Collezione Michelangelo Buonarroti

    Dopo le stilografiche dedicate a “Leonardo da Vinci” e a “Raffaello Sanzio”, Firenze 1903 che nella sua recente produzione ha voluto celebrare i grandi protagonisti del genio italiano, intende adesso omaggiare la figura del grande Michelangelo Buonarroti.

    Tra i numerosi disegni che il Divino artista ci ha lasciato, per la riproduzione sulla superficie della stilografica, ci siamo lasciati ispirare  da “Il sogno” realizzato nel 1534; l’Opera è stata selezionata per la monografia dedicata a Michelangelo della collezione di grafica in tiratura limitata “I disegni più belli”.

    Nel centro del foglio un angelo, forse un messaggero divino, che sta a simboleggiare l’intelletto, viene a liberare un giovane, appoggiato a un globo, dai vizi capitali,  puntando una tromba nel centro della fronte per risvegliare tutte le illusioni ed elevarlo a una nuova vita spirituale. Un’opera caratterizzata dal movimento che ben si adattava ad essere immortalata sulla superficie sferica del corpo della stilografica, dove è stata riprodotta con l’antica tecnica artigiana dello Scrimshaw.

    L’opera viene ricordata nelle Vite di Giorgio Vasari quale omaggio per Tommaso de’ Cavalieri affinché il giovane patrizio romano imparasse l’arte del disegno “..et infinitamente amò più di tutti Messer Tommaso de’ Cavalieri gentiluomo romano, quale essendo giovane e molto inclinato a queste virtù, perché egli imparassi a disegnare, gli fece molte carte stupendissime disegnate in lapis nero e rosso di teste divine, e poi gli disegnò un Ganimede rapito in cielo da l’uccel di Giove, un Tizio che l’avvoltoio gli mangia il cuore, la cascata del carro del sole con Fetonte nel Po et una baccanalia di putti, che tutti sono ciascuno per sé cosa rarissima e disegni non mai più visti.”.

    Disegni non appartenenti alla funzione di studio preparatorio, bensì opere concluse e a sé stanti, caratterizzati da grande eleganza e cura formale per i quali negli anni Quaranta lo studioso Johannes Wilde coniò il termine specifico di “presentation drawings” per indicare quei lavori su carta che, persa la funzione didattica della bottega, erano pensati per omaggiare amici e mecenati, esprimere affetto o gratitudine eseguiti infatti “per amore e non per obrigo”.

    Realizzato tra il 1535 e il 1536 il “Sogno” fu da subito ammirato e apprezzato, sia dai collezionisti che dagli artisti che ne fecero copie e che  si ispirarono a questa complessa e raffinata rappresentazione di allegoria morale. Il Sogno fornì un vero e proprio repertorio, la figura principale compare infatti nella Battaglia di Montemurlo di Battista Franco conservata alla Galleria Palatina, oltre ai numerosi incisioni e dipinti che ne derivarono, come una tavola conservata in Casa Buonarroti e  una incisione  conservata al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi.

    Un tiratura limitata di soli 50 esemplari per la Stilografica Michelangelo Buonarroti realizzata da Visconti per Firenze 1903,  prodotta interamente a mano,  in resina color avorio con le rifiniture in argento massiccio, sistema di riempimento a doppio serbatoio o Refill A40. La stilografica monta un pennino grande in Palladio  e ha una garanzia di due anni.

    Sul cappuccio è stata riprodotta in inchiostro nero  la firma di Michelangelo con i cerchi intrecciati.

    Ogni volta che Michelangelo sceglieva un blocco di marmo per le sue opere lo “firmava” con l’incisione di tre cerchi intrecciati a simboleggiare  le arti di pittura, scultura e architettura tra loro interconnesse. Ed ecco che questa abitudine  verrà ricordata da Benedetto Varchi, nell’orazione funebre, con queste parole : “Michelangnolo  in vita per suo contrassegno usò sempre i tre cerchi intrecciati insieme, fusse ciò perchè Michelagnolo intendesse, che le tre professioni di scultura, pittura, et architettura sono intrecciate, e legate insieme in modo, che l’una dà e riceve dall’altra commodo, et ornamento; et che le non si possono édeono spiccar d’insieme o ci havesse dentro più sottile intendimento”. Dopo la sua morte questo simbolo verrà ripreso dall’Accademia delle Arti del Disegno che lo farà proprio e che ancora oggi la rappresenta.

     

     

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