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Sibille, profeti, putti e maschere ad ornare un prezioso Messale nella bottega del Pinturicchio

Particolarmente ricco e vario è l’apparato decorativo del Messale Borgia, detto anche de’ Medici o semplicemente teatino, uno dei più importanti manoscritti liturgici del XV secolo che per la prima volta esce dalla Curia Arcivescovile di Chieti per essere proposto da Vallecchi in una preziosa edizione facsimilare di soli 700 esemplari numerati. Sono almeno tre le tipologie decorative che fanno riferimento a diverse aree figurative.

La prima che si riscontra nella maggior parte dei fogli è data da un sistema di tralci vegetali e floreali in cui sono inseriti motivi di gusto antichizzante come stemmi, epigrafi putti, maschere, perle usati per incorniciare i quattro lati della pagina, un motivo di origine italiana e diffuso in ambiente umbro-fiorentino.

La seconda tipologia, più sobria, è caratterizzata da fiori sciolti e sparsi lungo i margini del foglio con animali che spuntano qua e là tra la vegetazione, secondo una tendenza decorativa  più libera e naturalistica di origine fiamminga che si diffuse in Italia sull’esempio di un Libro d’Ore  eseguito nei Paesi Bassi su commissione di Domenico Grimani che lo regalò a papa Alessandro VI.

La terza tipologia decorativa è data da una fascia ornamentale inserita tra due colonne di scrittura o a margine del foglio: una decorazione a candelabra , composta da fiori e foglie misti a sfere dorate, di origine italiana e diffuso in ambiente umbro-romano. Questo sistema decorativo è ripreso, con l’inserimento di medaglioni figurati, nel Messale Barb. Lat.614 conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, un sistema ornamentale in uso nella bottega del Pinturicchio che all’epoca era impegnata nella contemporanea decorazione dell’Appartamento Borgia in Vaticano.

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