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Milano. Alla Fondazione Stelline sei grandi artisti contemporanei per “L’Ultima cena dopo Leonardo”

Da sempre Leonardo è una figura che ha ispirato e continua ad ispirare la produzione artistica internazionale contemporanea, in particolare ci sono alcuni suoi capolavori che hanno esercitato una forza di attrazione e di riflessione imponente, come è il caso dell’Ultima cena. E’ su questo tema che si fonda la mostra della Fondazione Stelline di Milano, a cura di Demetrio Paparoni, dal titolo “L’Ultima cena dopo Leonardo” che coinvolge il lavoro di sei artisti protagonisti della scena internazionale come : Anish Kapoor, Robert Longo, Masbedo, Nicola Samorì, Wang Guangyi e Yue Minjun, mostra che fa parte delle iniziative Milano e Leonardo 500 in occasione dell’anniversario dei 500 anni dalla morte del genio vinciano.

Sei grandi artisti, di diversa tradizione culturale hanno dato la propria rilettura dell’Ultima Cena, partendo dalla raffigurazione che ne ha dato Leonardo in un dialogo originale tra oriente e occidente. Per la prima volta viene esposta in occidente l’opera “The Last Supper” di Wang Guangyi mentre gli artisti Robert Longo, Nicola Samorì e Yue Minjun, hanno presentato opere realizzate in occasione dell’evento, Masbedo è presente con un video dedicato al restauro dell’opera e Anish Kapoor con un omaggio all’opera di Leonardo.

“La Fondazione Stelline ha un forte legame con il Genio del Rinascimento ha sottolineato la Presidente PierCarla Delpianoanche grazie al lavoro di Andy Warhol, che ha realizzato la sua ultima serie The Last Supper proprio per le Stelline dove l’ha esposta nella famosa mostra del 1987 in omaggio al Cenacolo, ospitato in Santa Maria delle Grazie, davanti alla sede della Fondazione. E’ sembrato, quindi, naturale, rilanciare questa sfida, in occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte del Genio, a sei grandi artisti internazionali. Un progetto importante e ambizioso, L’Ultima cena dopo Leonardo è un significativo omaggio alla contemporaneità di Leonardo.

Come sottolinea il curatore della mostra Demetrio Paparoni, le presenze in mostra rispondono a precisi criteri: Anish Kapoor è l’artista che più di ogni altro incarna lo spirito leonardesco, incentrando la propria ricerca sul rapporto tra arte e scienza, tra sparizione e apparizione della forma, Robert Longo è l’artista statunitense che ha ridefinito in chiave attuale una rilettura dei capolavori del passato, facendone espressione del presente, Nicola Samorì affronta la narrazione di opere classiche caricandole di nuovi significati, Masbedo hanno focalizzato l’attenzione sulle mani di Pinin Brambilla Barcilon la restauratrice che ha lavorato per 22 anni all’Ultima cena di Leonardo, Yue Mnjun ha indagato il tema della confusione della mente attraverso l’impenetrabilità dell’immagine sacra, Wang Guangyi propone la sua grande opera, un polittico di 16 metri in cui all’iconografia di Leonardo si sovrappone il paesaggio e la tecnica pittorica del Wu Lou Hen.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Skira in cui viene svolta una indagine critica accurata sugli artisti che hanno guardato al dipinto di Santa Maria delle Grazie di Milano, da Salvador Dalì a Andy Warhol, fino agli artisti presenti in mostra che sono stati intervistati a cura di Maria Cannarella, Marta Gnyp, Alessandra Klimciuk e Richard Milazzo.

 

 

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