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L’arte internazionale è in mostra a Palermo per “Foresta Urbana” a cura di Paolo Falcone

E’ stata inaugurata il 26 ottobre a Palermo, in occasione di Palermo Capitale della Cultura 2018, la mostra Foresta Urbana a cura di Paolo Falcone nelle prestigiose sedi di Palazzo Belmonte Riso e Piazza Bologni, grandi opere collegate tra loro in maniera da creare un percorso e un circuito dedicate a questo concetto,  il progetto infatti  vuole costruire una costellazione di espressioni linguistiche, una foresta di interpretazioni della natura attraverso la visione che oggi gli artisti hanno assunto nel nuovo millennio.

Alla cerimonia di apertura hanno presenziato l’Assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana Sebastiano Tusa, il Direttore Generale Sergio Alessandro, il Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale,  il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, la  Direttrice del Polo Museale regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo Valeria Patrizia Li Vigni, la mostra è promossa e realizzata dalla Fondazione Cultura e Arte, emanazione della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, in collaborazione con la Città di Palermo, ed è progettata dal Polo Museale d’Arte Moderna e Contemporanea, sedi ospitanti.

La selezione degli artisti si è focalizzata su coloro per i quali l’interpretazione della natura e la sua manipolazione hanno fornito elementi compositivi originali nel formulare nuovi codici estetici e di rappresentazione e  fra i principali artisti selezionati troviamo :  Ai Weiwei, Doug Aitken, Francesco De Grandi, Nathalie Djurberg & Hans Berg, Jimmie Durham, Olafur Eliasson, Bill Fontana, Goldschmied & Chiari, Carsten Höller, Ann Veronica Janssens, Koo Jeong A, Richard Long, Ernesto Neto, Benedetto Pietromarchi, Tomás Saraceno, Astrid Seme, Conrad Shawcross, Andreas Slominski, Pascale Marthine Tayou, Luca Vitone.

La Direttrice del Polo Museale, Valeria Patrizia Li Vigni, ha dichiarato : «Il Polo del Contemporaneo è fermamente convinto che la ricerca del bello non può prescindere dalle condizioni naturalistiche del luogo. Il bello si interpreta nel migliore dei modi in un rimando costante tra natura e cultura. Questo rapporto parte dalla lontana preistoria, quando l’uomo amava stilizzare nelle pareti delle grotte il mondo che lo circondava. Le prime forme di antropizzazione erano finalizzate a regolare la natura in funzione delle esigenze dell’uomo, da lì le prime stilizzazioni artistiche. Un binomio indissolubile, quello di “natura e cultura”, che oggi dobbiamo tutelare per salvaguardare un patrimonio  che sempre più rischia di soffocare. La mostra è un richiamo a focalizzare la nostra attenzione, attraverso le opere di grandi artisti, sul tema della salvaguardia del patrimonio naturalistico>>.

Il Prof. Emmanuele F. M. Emanuele, che ha fortemente voluto e sostenuto questo progetto, afferma : «Il rapporto tra uomo e natura, tra natura e cultura, è sempre stato una costante dell’arte, fin dagli albori delle prime manifestazioni espressive dell’essere umano. I primi uomini hanno rappresentato il mondo circostante in ogni modo, utilizzando le più varie forme espressive a loro disposizione, e così è sempre stato nel corso della Storia. L’arte che oggi definiamo “contemporanea” – benché personalmente io ritenga che l’arte sia un fluire incessante e continuo, che sfugge ad ogni catalogazione o settorializzazione – non fa eccezione, caricando questo indissolubile rapporto tra arte e natura di nuovi, urgenti significati: in un mondo in cui l’ambiente è sempre più maltrattato e minacciato, diviene imprescindibile assumere un nuovo impegno morale, attraverso la forza comunicativa dell’arte, che rinnovi e corrobori il rapporto indissolubile tra uomo e natura. Ecco perché ho voluto con determinazione questa mostra, benché io non possa tacere il mio sincero disappunto per non essere riuscito – a causa dell’inspiegabile, mancata concessione da parte dell’autorità pubblica delle necessarie autorizzazioni – a realizzare in pieno, così come avevo ipotizzato, una mostra diffusa, che portasse nella vecchia Palermo, in particolare nel caratteristico quartiere del Cassaro, una foresta ideale fatta di opere d’arte. Abbiamo dovuto purtroppo rinunciare a molte installazioni esterne, che nella mia idea originaria avrebbero dovuto costellare tutta Via Vittorio Emanuele fino al mare, ma la mostra alla fine ha visto la luce, e dà comunque vita ad una selva post-moderna creata dai maggiori artisti oggi operanti sulla scena internazionale, in un dialogo che vuole essere costruttivo e salvifico non soltanto con l’architettura e la storia della città, ma anche e soprattutto con la nostra tormentata società, con l’umanità smarrita del Terzo Millennio.».

Per Paolo Falcone, curatore della mostra, Foresta Urbana è mettere in relazioni le diverse e molteplici declinazioni dell’opera d’arte, per la realizzazione di una foresta ideale, simbolica, metaforica quale formulario botanico concettuale, e descrive così il progetto: «La foresta vista come illusione. L’entrata in un mondo magico quale metafora alle sfide poste dall’omologazione, mette in mostra le connessioni artificiali, le diversità delle identità individuali e culturali atte a produrre un dialogo visivo e poetico per la realizzazione di un progetto artistico fra esperimento scientifico, poetica della relazione e romanticismo “naturale”».

 

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