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La maestosa carta per la festa di “Tutti i Santi” del Codice Valois, quattro le teorie dei santi

E’ una pagina maestosa e brillante, la miniatura a tutta pagina della c.127v del Codice Valois dedicata alla festa religiosa di “Tutti i santi”. Lo spazio è diviso dalle ondate delle nuvole e nella parte in alto si apre una un’area luminosa sfolgorante d’oro in cui è raffigurata la Trinità con Dio Padre e Cristo, l’uno di fronte all’altro, seduti con il libro aperto e la colomba dello Spirito Santo sulle loro teste con le ali aperte, indossano tuniche azzurre e un manto rosato che ricade sulle spalle.

Sul lato sinistre appare la Vergine Maria, raffigurata come una giovane donna dai lunghi capelli vestita d’azzurro e le mani giunte in preghiera, alla destra invece troviamo il Battista con la tunica di pelli, Mosè ed Elia, la loro presenza accanto al precursore sta ad indicare il legame interrotto tra l’Antico e il Nuovo Testamento. Separati da file di nuvole si trovano disposti su tre ordini le teorie dei santi distinti per categorie e riconoscibili dagli attributi iconografici.

Nella prima fila stanno gli apostoli, Sant’Andrea mostra la croce con i bracci diagonali, secondo la tradizione infatti non volle subire il martirio con la stessa croce del Signore, San Giovanni Evangelista che tiene in mano il calice avvelenato, seguono San Pietro con le chiavi della Chiesa e San Paolo con la spada, in ricordo della sua decapitazione. San Giacomo porta il cappello e il bastone da pellegrino, dopo la predicazione in Spagna fu decapitato e il corpo portato dai fedeli in Galizia.

La seconda fila è riservata ai martiri. Dopo Santo Stefano, con ina mano il sasso in ricordo della lapidazione, compare seminudo un santo trafitto alle clavicole che potrebbe essere San Cassiano, il santo maestro martirizzato dai suoi alunni, a seguire San Dionigi vescovo di Parigi con la testa mitriata nelle mani, San Lorenzo con la graticola e la dalmatica da diacono, San Sebastiano trafitto dalle frecce e accanto un giovane pellegrino con mantello e bastone probabilmente San Rocco, protettore degli appestati.

La presenza sia di San Sebastiano che di San Rocco è riferibile alla grande peste che colpì la Francia tra il 1525 e il 1528, oltre anche all’Italia e alla Germania, una datazione questa che permette anche di stabilire la data della confezione del manoscritto, nel secondo ventennio del XVI secolo.

Nella terza fila sono indicate le gerarchie della chiesa: un vescovo, un cardinale, un papa. A seguire troviamo gli ordini monastici indicati dai loro fondatori che si distinguono a seconda dell’abito: San Francesco con il saio, San Benedetto ammantato di nero, San Domenico con la veste bianca e nera, il percorso è chiuso sa una teoria di vergini martiri, dove si riconosce Santa Barbara e Santa Caterina d’Alessandria per la ruota con cui fu martirizzata. Particolarmente ricca la cornice con il fondo rosso su cui si muovono eleganti tralci e i delfini, mentre lo stemma del delfino di Francia si trova sul lato sinistro ben evidente a mezza pagina.

Codice Valois

 

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