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InstaGiotto, domenica 10 settembre a Crespino sul Lamone per i 750° anni di Giotto

Di quella che doveva essere una bellissima Maestà è rimasto solo un frammento che ci restituisce appena l’immagine di una Madonna col Bambino in trono , fino al busto e ai lati i volti di due angeli. Una madonna dallo sguardo benevolo e umanissimo che tiene in braccio il Bambino, rivolti verso lo spettatore, una Maestà regale con un abito prezioso e riccamente ricamato con motivi arabescati, un giardino fiorito, mentre il piccolo che con la destra tiene un filo ha una croce di corallo appesa al collo simbolo della vita e del sangue del Cristo.

Siamo a Crespino sul Lamone nei pressi di Marradi, snodo viario di grande importanza lungo la transappenninica, una strada percorsa in epoca antica da pellegrini, viaggiatori, mercanti, e dal XV secolo stabile possedimento di Firenze in funzione difensiva dall’avanzata del duca di Milano, Filippo Maria Visconti, decisiva in questo senso fu la Battaglia di Anghiari del 29 giugno del 1440 quando Firenze riprese il controllo delle terre di Romagna e della Valle di Lamone.

E’ già dal 1097 che a Crespino sul Lamone è documentata la presenza della Chiesa Abbaziale di Santa Maria Nascente che fu aggregata all’Ordine Vallombrosiano nel 1112, centro importante di spiritualità e poi secolarizzata nel XVII secolo. Qui nell’altare laterale destro costruito in pietra forte si trova la tavola frammentaria della Madonna con Bambino in trono e due angeli attribuita a Jacopo del Casentino, un pittore giottesco attivo in Toscana e soprattutto a Firenze tra il 1320 e il 1350.

Una iscrizione in latino nel frammento pittorico inferiore dello  zoccolo  rivela l’anno di esecuzione del dipinto e il nome del committente, l’abate del Monastero di Crespino e la data del primo restauro  “ Nell’anno del Signore 1342 Giovanni Ghetti dei Rambrini , fiorentino, abate del convento di S. Maria di Crespino, fece fare questa tavola. Restaurata nell’anno del Signore 1503”.

La rappresentazione della Madonna in Maestà deriva dalla Maestà di Ognissanti di Giotto e dalla Maestà di San Giorgio alla Costa che oggi si trova in esposizione al Museo di Arte Sacra Beato Angelico di Vicchio, ma è anche confrontabile con la Madonna in trono col Bambino e angeli conosciuta come Madonna di Piazza nell’oratorio della omonima Compagnia a Scarperia risalente alla stessa datazione.

Il trono marmoreo policromo, con motivi cosmateschi, su cui è assisa Maria presenta un drappo rosso vivo con motivi floreali stilizzati mentre ai lati della Vergine compaiono i due angeli di cui sono visibili solo le teste. Purtroppo, come documentato dalla relazione del 1908 di Guido Carocci, funzionario della Soprintendenza di Firenze, la tavola venne tagliata nei primi decenni del ‘700 per far posto ad un tabernacolo, uno spazio poi ingrandito per creare una nicchia in legno, eliminando in questo modo una parte consistente della tavola cuspidata ( cm. 200 x 100) dipinta con tempera all’uovo su fondo oro.

La visita alla Chiesa di S. Maria Nascente  per ammirare l’opera di Jacopo del Casentino rappresenta l’ultima tappa dell’itinerario artistico Sotto il cielo di Giotto” in occasione dell’anniversario dei 750 anni dalla nascita del grande artista promosso dall’Unione Montana dei Comuni del Mugello e con la collaborazione dell’Associazione STARE e domenica prossima 10 settembre è in programma una interessante iniziativa gratuita organizzata dall’Unione Montana dei Comuni del Mugello in collaborazione con la Città Metropolitana e la Camera di Commercio di Firenze che propone visite guidate alla Madonna col Bambino di Jacopo del Casentino, treno-trekking per escursionisti e scatti “social” – “InstaGiotto” – per gli instagramers. In caso di pioggia programma alternativo. Info e prenotazioni entro l’8 settembre: 055 84527185/6 – 331 2933580 – turismo@uc-mugello.fi.it; tutte le informazioni su www.mugellotoscana.it

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